Un tentativo di interessarsi al Tutto, e di pensare a partire da qualsiasi spunto (o punto).
| La Protettrice degli INTERNAUTI |
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Una che è stata preferita e ancora cerca, a fatica, di piegarsi nella forma impressagli dalla preferenza di cui è stata fatta oggetto.
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Allora, quando avevo la vostra età non ci pensavo proprio a diventare suora. Anzi... quando molti anni dopo (alla fine dell'università) ho detto a mia mamma che volevo diventare suora, lei prima si è messa a piangere dicendo "E' colpa mia perchè io e tuo papà ci siamo separati, hai subito un trauma!!!". Le ho fatto notare che anche mia sorella è figlia di separati, ma si è tranquillamente sposata, mi pare che se fosse questione di traumi infantili si sarebbe fatta suora pure lei (che invece va in chiesa solo per matrimoni e funerali) .. Dopodichè mia mamma mi ha ricordato in tono tra il lamentoso ed il polemico che da piccola dicevo che volevo 11 figli. Il che è vero.
Il fatto è che non è che io volessi davvero 11 figli... ero in polemica con mia sorella, che ha un anno solo più di me, e che teorizzava che bisogna avere un solo figlio perchè così gli si può dare tutto (nei limiti delle possibilità familiari, ovviamente). Allora io le dicevo "ma non sei più contenta di avere me come sorella e magari andare una volta in meno a sciare?". Lei mi guardava bene e poi faceva "NO".
Le sorelle maggiori, non so le vostre, ma la mia insomma non è che fosse un granchè simpatica, vi pare? Già una c'ha i traumi infantili da separazione dei genitori...
Allora io dicevo che volevo 11 figli, così pensavo tra me e me che insomma, su 10 fratelli, uno aveva una minima possibilità di trovarne almeno uno che fosse simpatico, no? Più simpatico almeno di quella che era capitata a me, che ci voleva pure poco...
Io andavo in parrocchia. Nessuno in casa mia andava alla Messa, ma non è che i miei fossero contrari, erano solo indifferenti, perciò le cose normali, il Battesimo, il catechismo, l'ora di religione me le facevano fare, perchè le facevano tutti.
Solo che io sono fatta in un certo modo e cioè che se mi sveglio due o tre giorni alla stessa ora, il mio fisico prende il giro e mi sveglio da sola a quella stessa ora. Perciò di domenica mattina mi svegliavo alle 7 come per andare a scuola, i miei dormivano, non potevo far niente in casa sennò brontolavano che li svegliavo, allora io mi preparavo e andavo alla Messa. Da settembre a giugno, perchè poi durante le vacanze perdevo il giro e non andavo più neanche a Messa. Avevo una fede stagionale.
Entrai anche nel gruppo scuot quando venne il nuovo parroco e lo mise su, solo che era il gruppo scout più scarso che si potesse immaginare... una volta al mese i capi andavano a Torino (la grande città) e tornavano avendo scoperto qualcosa di nuovo. Per esempio che il nome delle squadriglie doveva essere di animali che vivevano nel nostro ambiente: noi ci eravamo chiamati cobra, giaguari, tigri... Ora in val di Susa sinceramente cobra, giaguari e tigri sono decisamente scarsi. Per noi fu un brutto colpo: insomma, è dura rinunciare a chiamarti giaguaro e chiamarti invece leprotto! Quando poi si scoprì che le squadriglie non potevano essere miste, come le avevamo fatte noi, ci fu una mezza rivoluzione e molti volevano uscire dall'agesci ed entrare nell'associazione scout non cattolica. Questo per dire come eravamo saldi nella fede. Siamo rimasti cattolici perchè neanche l'altra associazione permetteva le squadriglie miste... Quando vennero fuori le specializzazioni, furono distribuite a pioggia, in maniera assolutamente casuale. Io, che mi sento male a vedere una che si mette l'orecchino, mi vidi attribuire la specializzazione di infermiera, e pensare che ero l'unica che sapeva montare la tenda e fare da mangiare sul fornello (figlia di campeggiatori...)!
Poi il fatto era che il nostro era un piccolo paese, con un unica scuola Media, e la gente che c'era negli scout era la stessa che avevi in classe e allora si ripetevano le stesse dinamiche: che la ragazzina graziosa invitava i capi alla sua festa di compleanno e quelli ci andavano, ma se li invitavano altre non ci pensavano neppure, che anche fra i non capi a queste feste alcuni erano invitati ed alcuni lo venivano a sapere a cose fatte, che a certe attività più attraenti partecipavano sempre i soliti e gli altri erano esclusi...
(Io naturalmente ero esclusa. Se volete avere un idea di me a quell'età immaginatevi la solita secchiona grassottella anzichenò, coi capelli ritti in capo come un istrice, vestita perennemente in jeans, felpa e scarpe da ginnastica, del tutto ignara di cose come il trucco e la moda e interessata solo agli animali e ai libri...)
Se dovessi riassumere la mia esperienza in parrocchia, non potrei fare altro che raccontare di una mattina in cui uscì da Messa, dove avevo ascoltato una bella predica sull'amore cristiano, e mentre andavo verso casa pensavo "Sarebbe davvero bello... Peccato che io non sono così e che neanche gli altri che ho intorno siano così...".
Il cristianesimo per me alla vostra età era qualcosa di bello e impossibile.
