Un tentativo di interessarsi al Tutto, e di pensare a partire da qualsiasi spunto (o punto).
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C'è una persona, a cui sono molto legata, che desiderava da tempo avere un bambino. Siccome l'età avanzava e il bambino non veniva, ha deciso di ricorrere alla fecondazione assistita. Dopo tre tentativi (e svariate migliaia di euro) finalmente la gravidanza ha preso l'avvio e il centro cui si era rivolta l'ha invitata a questo punto a rivolgersi ad un qualsiasi ginecologo per il proseguo della faccenda che era ormai di pertinenza della natura.
Il ginecologo prescelto ha conquistato la sua fiducia al primo appuntamento per aver esordito dicendo "la gravidanza non è una malattia".
Al secondo l'ha persa per aver detto "Va tutto bene, ma aspetti ad affezionarsi troppo: bisogna ancora fare l'amniocentesi". Gelo, silenziosa ricerca di un altro ginecologo.
Ora, se la persona in questione fosse una cattolica osservante, la reazione sarebbe comprensibilissima. Se la persona, pur non cattolica, fosse di quelle che aborrono l'eugenetica, sarebbe ugualmente comprensibile. La persona in questione, però, cresciuta come è cresciuta, non ha esitato un secondo a prenotare l'amniocentesi malgrado tutte le controindicazioni del caso; e se il responso fosse stato negativo, sarebbe stata una condanna a morte immediata per il povero bambino, senza neanche il tempo di un dubbio. Non si può mettere al mondo un infelice, è ovvio. E' evidente, è un dato di fatto, una legge dell'esistenza. Solo quei pervertiti di cattolici possono essere così egoisti da comportarsi diversamente.
Allora, se devi ancora fare l'esame per sapere se il bambino è sano (o perlomeno non ha quella patologia lì) e se nel caso fosse malato già sai che deciderai senza dubbio di eliminarlo, non è perfettamente ragionevole quello che ti dice il medico, cioè di non affezionarti? Vorresti davvero iniziare ad amare qualcuno che fra pochi giorni saresti costretto a uccidere? Dov'è lo scandalo di quella frase? Dentro quel determinato universo mentale, è' perfettamente ragionevole e condivisibile.
Invece...
Invece il cuore si ribella e afferma con forza che quella frase è inumana. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non comprende. Specie quando la ragione non ragiona.
L'ideologia non riesce a scardinare il pensiero fino in fondo; rimane quel quid che dice "No, non va bene, non è giusta questa cosa".
A essere leali con l'esperienza, ad andare fino in fondo a ciò che si vive, quell'urto di indignazione, quel sommovimento d'animo avrebbero potuto mettere in crisi molte certezze tanto salde quanto acriticamente accettate dall'ambiente. E' rimasto invece un attimo di emozione. Tornandoci su, non ha potuto eccepire dal momento che era perfettamente deducibile dalle condivise premesse, ed è rimasta dal medesimo ginecologo, anche se con meno entusiasmo di prima.
Alla prossima occasione. La vita è più forte di qualsiasi ideologia, e non per caso Dio è entrato nel mondo come un bambino.
