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giovedì, 28 maggio 2009
Guerre sante

Ci siamo battuti per Eluana. Siamo stati battuti, anche, ma questo è un altro discorso, noi comunque ci siamo battuti. Abbiamo portato avanti una battaglia mediatica e politica, ma innanzitutto culturale, per affermare che cosa?

A cosa mi serve discutere su Eluana ed invidiare il mio capo perchè lui va in vacanza alle Seychelles (o in una di quelle altre spiagge ugualmente plastificate)?

A che mi serve lottare per Eluana e poi deprimermi perchè il mio compagno di comunità salva dieci vite al giorno perchè fa il dottore, ha otto figli di cui tre adottati e due in affido, e d'estate va volontario in Uganda, e allora lui sì che è un cristiano in gamba mentre io invece...

In parole povere, a che mi serve fare una battaglia per Eluana se poi continuo a pensare che il valore della mia vita sta in quello che riesco a fare?

Se il valore di una persona sta in quello che può fare, la vita di Eluana, che non era più in grado di fare niente, non valeva niente. Avevamo torto.

Abbiamo fatto una battaglia perchè "poverina...", abbiamo fatto una battaglia "perchè era giusto", abbiamo fatto una battaglia "perchè la Chiesa dice che", abbiamo fatto una battaglia "perchè noi... invece loro...", o abbiamo fatto una battaglia perchè pensiamo che ogni persona ha un valore infinito, indipendente dalle sue prestazioni in qualsivoglia campo?

E allora perchè poi ci misuriamo sulle prestazioni?

"Io non sono capace, non mi riesce, dovrei,  ma non ...". Eluana che cosa faceva? Cosa era in grado di fare? E Dio l'amava forse di meno? Era meno degna di stima perchè non poteva più sciare?

Ciascuno vale malgrado le sue menzogne, le incapacità, i difetti, le incoerenze, i rifiuti, le debolezze, i limiti, le insufficienze, i fallimenti.

Malgrado tutto.

Un valore infinito.

E chi non gli riconosce questo valore sbaglia.

Se abbiamo fatto una battaglia per Eluana, abbiamo perso. Se abbiamo fatto una battaglia per capire questo, abbiamo ancora una possibilità...

Postato da: nihilalieno a 14:30 | link | commenti (8)
personalia

martedì, 26 maggio 2009
Esame di Stato

SONO USCITE LE COMMISSIONI!!!

Sono uscite le commissioni!!!

SONO USCITE LE COMMISSIONI!!!

... Ma perchè mi agito? Non devo darlo io, l'Esame!

 

Postato da: nihilalieno a 18:09 | link | commenti (5)
scuolitudine

venerdì, 22 maggio 2009
Pastori dell'Essere

Per pensare a partire da qualsiasi punto occorre tempo.

Tempo per fissare le circostanze di tempo e di spazio, finchè l'opaca apparenza non si squarci e lasci apparire il significato. La trama. I tratti inconfondibili di Colui che è centro del cosmo e della storia.

Perchè cos'è il cosmo, se non i giardinetti sotto casa? Cos'è la storia, se non il succedersi di fare la spesa e lavare i piatti e parlare coi vicini di casa?

Ma occorre il tempo. Tempo dato.

E non c'è mai abbastanza tempo.

Ci sono troppe cose da fare. Non ho abbastanza tempo, per vivere davvero.

Postato da: nihilalieno a 16:32 | link | commenti (10)
filosofeggiando

martedì, 19 maggio 2009
Premio?

Pare che io abbia vinto un premio.

Questo.

Con ciò, non siete obbligati a trovarmi simpatica. In realtà Vnnvvvn me lo ha attribuito nella errata convinzione che non mi piacciano le catene. Che io invece amo, perchè significano se non altro un post bellechefatto. Ed in questi tempi di caldo e di grane scolastiche, e quindi di scarsa ispirazione, chi dice di no???

Dunque, presumibilmente per mostrare quanto (non) meritato sia il premio  devo raccontare una barzelletta o aneddoto. Io racconto una barzelletta, scippata dal sito dei gesuiti.

Un giorno un tale andò dal suo padre spirituale gesuita e gli disse che avrebbe voluto una rivelazione davvero speciale e importante per la sua vita interiore.

Il gesuita gli disse: "Domani pomeriggio vada in giardino, alzi le braccia e guardi verso il cielo e poi mi dica che cosa accade".

Il tale fece proprio come gli aveva consigliato il padre. Andò in giardino, alzò le braccia e si mise a guardare il cielo. Ma poco dopo iniziò a piovere...

Il giorno dopo il tale torna dal gesuita, che gli chiede "Allora com'è andata, ha avuto la sua rivelazione?"

Il tale rispose "Padre, ho fatto come ha detto lei, ma poco dopo è iniziato a piovere, le gocce mi scendevano sulla fronte e giù nel collo, e io ero lì con le braccia alzate, mi sentivo veramente stupido..."

E il padre "Bene! Per essere la prima volta ha avuto una rivelazione assai importante..."

Dopodichè devo passare palla ad altri 5 bloggers che reputo simpatici:

Factum - perchè così fa un post malgrado l'overflow e poi perchè è davvero simpatico e conosce sicuramente molte barzellette...

Marta - perchè anche se prima ci vorranno un po' di "ma dai, ma buttati, ma provaci, ma su" alla fine una barzelletta da raccontare la trova...

Squitto - perchè è simpatica e basta.

SorNarciso - perchè oltre ad essere simpatico gli si dà una spintarella a scrivere sul suo blog che sta vergognosamente trascurando, gettando tante deliziose streghette nello sconforto e nella desolazione...

Cuoredipizza - sperando in un aneddotto che riguardi un certo padre Shreck...

Naturalmente ho trascurato Diggiu, Fiore e Profemate perchè già premiate, Berlicche, perchè ha già post pronti per i prossimi 30 anni, Claudio perchè le barzellette sono troppo corte per il suo blog, Poemen perchè ha dato una precisa struttura al suo blog e tra Lonergan e Spicacci le barzellette stavano male, Giorgetto2rock perchè è a dieta da Rete e non lo devo tentare,  Anonimok perchè è categoricamente contrario alle catene, ed i Pensierini di conseguenza, AlessandroX perchè penso non sarebbe andato avanti ad incatenare gente, un tot (come dicevano i miei amici del poli) di altri perchè i loro blog sono seri anche se loro simpatici lo sono di sicuro ed ulteriori tot perchè in caso non l'aveste notato ne potevo scegliere solo 5!!!

Non ho nessuna voglia di mettere tutti questi link, li trovate lì a destra, no a sinistra, insomma ... da qualche parte ci sono, son sicura.

Ed anche questo è un post.

Postato da: nihilalieno a 14:45 | link | commenti (12)
personalia

lunedì, 11 maggio 2009
Ah, l'amour, l'amour...

Sugli autobus a Firenze c'è uno schermo, su cui passano messaggi pubblicitari.

(A volte. A volte sono neri con la scritta "fatal error", il che è più inquietante. A volte c'è un orrido cartoon sulla corruzione nel calcio, che è anche peggio. Sarà che ormai l'ho visto ventimila volte).

Pubblicità: faccina sognante di ragazzina adolescente con fumetto "Prima o poi lo incontrerò..."

Faccia energica di giovane mamma con fumetto "Sì, ma prima che TU lo incontri, IO ti vaccino...".

Contro il papilloma virus, malattia che può portare al tumore al collo dell'utero. Pubblicità della campagna regionale per il vaccino gratuito alle ragazze dagli 11 ai 16 anni compiuti.

Non sto a sindacare sul fatto che il messaggio  potrebbe benissimo essere intepretato così: SE il vaccino va fatto prima di iniziare ad avere rapporti sessuali, e SE lo si fa a 11 anni  ALLORA ... a che età è normale avere rapporti sessuali?

Pazienza. Immagino la Regione Toscana abbia attentamente valutato i rischi connessi ad un segnale di questo tipo, ma abbia preferito un messaggio ambiguo al rischio che delle vittime della pedofilia, o del racket della prostituzione, oltre al resto dovessero subire anche il papilloma virus. Bisogna pensare a tutti.

La cosa davvero angosciante è la modalità della campagna pubblicitaria.

Una volta le mamme si preoccupavano che il "lui" fosse un bravo ragazzo, di buona famiglia, che fosse sincero nei suoi sentimenti, che avesse una certa posizione economica... Adesso, basta che sia disinfettato. Che usi regolarmente il preservativo. Se c'è il vaccino, smetto proprio di preoccuparmi. Che sollievo.

Che idea di amore, che idea di famiglia, che idea di relazioni umane aveva lo sventurato ideatore di codesta campagna?

Voglio dire, tua figlia si affaccia all'amore, alla complessità della relazione con l'altro, e tu cosa hai da dirle?

VACCINATI???

E' questo il problema dell'amore? Non farsi contagiare?

E la ragazzina le risponde con il sorrisino tenero stile "mamma, tu ti preocupi sempre troppo, ma lo so che mi vuoi bene...".

Probabilmente, una ragazzina cresciuta così la prima volta che le presentano una ragazzo strillerà "Pussa via, brutto contenitore di microbi!!! Sciò, che non ho dietro la varechina".

Mah! L'amore, ai miei tempi, era un'altra cosa...

 

Postato da: nihilalieno a 14:02 | link | commenti (33)
scuolitudine, suoritudine

sabato, 09 maggio 2009
Carità

"Un bisogno [...]di qualunque genere sia, è come una ferita attraverso cui l'altro chiede aiuto e propone, pur inconsapevolmente, una possibilità di vicinanza.
Il bisogno dell'altro é allora la strada privilegiata attraverso cui possiamo entrare nella sua vita. Ma per fare che cosa? La risposta a questa domanda discrimina il nostro rapporto con le persone e con le cose. Qui si decide, infatti, tra il ricatto e la libertà. Se attraverso quella «ferita» entriamo nella vita dell'altro per mostrarci come suoi salvatori, abbiamo fatto del suo bisogno un'occasione di tradimento a lui e di inganno a noi stessi. Se invece il nostro scopo é rivelargli chi é il suo Salvatore, allora, proprio grazie al suo bisogno, la sua considerazione di se stesso e dell'esistenza si allargherà per accogliere la presenza di un Mistero dal volto buono. Crescerà la sua disponibilità ad accettarsi, a perdonarsi e a mobilitarsi verso i propri limiti e le proprie deficienze.
La carità, dunque, non coincide con la capacità di lenire il male, il disagio o l'indigenza. Ridurla a questo sarebbe l'illusione più grave. Pensiamo alla nostra condizione reale: come potremmo rispondere adeguatamente ai bisogni degli altri, noi che siamo malati, poveri e peccatori come loro?
La nostra risposta al bisogno dell'altro é vera se nasce dal desiderio di condividere il Mistero che è nella sua vita. II tentativo appassionato di alleviare la povertà o la malattia altrui acquista allora un valore nuovo: quello di offrire un segno del fatto che il Mistero é presente e cambia in meglio l'esistenza.
La compagnia al bisogno che l'altro ha, ci educa, dunque, al bisogno che tutti siamo.
Massimo Camisasca, Passione per l'uomo.

Postato da: nihilalieno a 07:59 | link | commenti (12)
citazioni

venerdì, 08 maggio 2009
Liberi

"Sia che parliamo a uno, sia che parliamo a cinquemila, la nostra voce non comunicherà altro che l'esperienza che viviamo davanti alla paternità di Dio. Se dunque Dio è per noi un giudice che condanna senza misericordia e la nostra vita un essere condotti senza felicità, un obbedire senza realizzazione, trasparirà da noi questa schiavitù, quand'anche le nostre parole dicessero l'opposto.[...] Per aiutare gli altri a essere persone libere, dobbiamo innanzitutto esserlo noi: essere, cioè, uomini che agiscono per un convincimento. Se l'esistenza è per noi un mondo di regole e di comandi, allora intrappoleremo gli altri, anziché liberarli. Se invece Dio è per noi il «Tu» che ci ama, allora anche noi diventeremo padri che amano i propri figli, desiderosi cioè che anch'essi si ergano interi, consapevoli, volitivi, capaci di coraggio , di iniziativa e di compagnia agli altri. In una parola, liberi"
Massimo Camisasca "Passione per l'uomo"

Postato da: nihilalieno a 08:23 | link | commenti (12)
citazioni

giovedì, 07 maggio 2009
Mordimi

"La conoscenza dell'altro viene dopo l'accoglienza e non deve contraddirla. Siamo chiamati, infatti, ad amare l'altro e a rispettare i tempi e i modi che Dio ha fissato per lui. Questa logica di Dio fa della nostra esistenza un lavoro senza tregua: la consumazione di tutto il nostro tempo e di tutte le nostre energie per le persone che egli ci affida. Occorrerà conservare un ordine, costituito soprattutto di silenzio e di preghiera: altrimenti non sapremo più che cosa dire alla gente. Se avremo questa minima fedeltà, non ci peserà, nonostante la fatica, il fatto che la nostra vita sia quasi «divorata» dagli altri, perché dentro ogni persona potremo capire qualcosa di più di Colui che ci ha afferrati".

Postato da: nihilalieno a 07:19 | link | commenti (8)
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mercoledì, 06 maggio 2009
Storie e vecchi trafiletti

Mi aveva colpito anni fa un piccolo fatto di cronaca.

Piccolo nel senso che occupava un piccolo trafiletto nel giornale, nella cronaca locale. Immenso, in realtà.

Narrava di un giovane che, respinto dalla ex fidanzata, non si rassegnava, giungendo al gesto plateale di darsi fuoco sotto la casa di lei.

Nell'ambulanza che lo portava via, confidava al personale che era stato davvero uno sciocco, che uscito dall'ospedale avrebbe chiesto perdono alla ragazza e se ne sarebbe fatto una ragione, che ora capiva che la vita è preziosa e riserva tante occasioni ...

Ed il personale inghiottiva lacrime ed angoscia: non sarebbe mai uscito dall'ospedale, non ci sarebbe forse neanche arrivato, era in condizione disperate: solo i sedativi somministrati, annullando l'atroce dolore, lo rendevano inconsapevole dell'entità dei danni riportati. 

Ed infatti morì poco dopo l'arrivo all'ospedale.

Allora mi colpì soprattutto perchè l'articolista sottolineava la pietà del personale, che non gli disse che stava per morire, ed io mi chiesi se non sarebbe stata più vera pietà dirglielo. Se è sempre un bene non pensare alla morte.

Ora mi colpisce soprattutto il fatto che, se avesse potuto, sarebbe tornato indietro.

Ho appena finito di leggere un libro autobiografico. All'autore è successo che, all'estero, medici senza scrupoli gli abbiano fatto credere, per qualche tempo, di avere solo più sei mesi di vita. Non volle dirlo a nessuno, nè moglie, nè amici: portò il peso da solo (finchè non andò da un medico e scoprì di essere sano come un pesce). Scrive che ha sempre disprezzato i suicidi, ma in quei momenti, mentre doveva vivere con quella tremenda prospettiva, mentre continuamente si rendeva conto di ciò che perdeva, mentre vedeva gli altri fare progetti che a lui erano ormai preclusi, ha pensato seriamente che tanto valeva rinunciare anche a quel poco tempo così amaro, e farla finita. Non l'ha fatto per l'esempio che avrebbe dato ai figli. Poi ha scoperto che era tutto un brutto incubo (certo non inutile).

E se l'avesse fatto? Una vita gettata per una vile truffa economica...

Ecco perchè certi posti mi mettono i brividi.

La vita è sempre piena di opportunità. Uccidersi è troppo definitivo.  

Postato da: nihilalieno a 12:38 | link | commenti (9)

martedì, 05 maggio 2009
Sempre

"Le persone che Cristo ci fa incontrare ci sono date per sempre. La prospettiva adeguata nella quale vivere i rapporti che Cristo fa nascere è dunque quella della definitività. Questa annotazione, spogliata della vibrazione romantica che superficialmente potrebbe suscitare, manifesta la verità profonda che è stata iscritta nel nostro essere: nulla di vero nasce nell'esistenza umana, che non porti dentro di sé il desiderio del «per sempre».
"Tutto ciò che finisce è troppo breve", dice sant'Agostino.
Ciò che è veramente umano non finisce."

Postato da: nihilalieno a 14:59 | link | commenti (7)
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