Un tentativo di interessarsi al Tutto, e di pensare a partire da qualsiasi spunto (o punto).
| La Protettrice degli INTERNAUTI |
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Una che è stata preferita e ancora cerca, a fatica, di piegarsi nella forma impressagli dalla preferenza di cui è stata fatta oggetto.
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Dio non vuole che la gente si stressi.
"Ella è al sicuro con la signora Gogol" disse Magrat.
"Aha!" fece Nonna.
"A me è simpatica" commentò Tata Ogg.
"Non mi fido di una che beve rum e fuma la pipa" borbottò Nonna.
"Tata Ogg fuma la pipa e beve di tutto " osservò Magrat.
Tata Ogg si tolse la pipa di bocca.
"Esatto" disse, amabile. "Se non tieni fede alla tua immagine, cosa resta?"
Nonna azò lo sguardo dalla serratura.
"Non si sposta" esclamò "E' octiron. Con la magia non si apre".
"Che scemenza, quella di rinchiuderci" commentò Tata "io ci avrei fatte uccidere".
"Perchè sei fondamentalmente buona" replicò Magrat "I buoni sono innocenti e creano giustizia. I cattivi sono colpevoli, perciò si inventano la pietà".
"No, so io perchè l'ha fatto" disse cupamente Nonna "E' per farci sapere che abbiamo perso".
"Ma ha detto che saremmo fuggite" ribattè Magrat "Non capisco. Deve saperlo, che i buoni trionfano sempre alla fine!"
"Solo nelle storie" puntualizzò Nonna esaminando i cardini della porta "E lei crede di avere il controllo delle storie. Le modella su di sè. Crede di essere lei, la buona"
"Devo dire" disse Magrat "che le paludi non mi piacciono. Se non fosse per il rospo e tutto il resto, capirei il punto di vista di Lily..."
"Allora non sei altro che una povera scema di fata madrina" sbottò Nonna, cincischiando ancora con la serratura "Non si può costruire un mondo migliore per gli altri. Solo gli altri possono costruire un mondo migliore per sè stessi. Altrimenti è solo una gabbia. Oltretutto non si costruisce un mondo migliore tagliando teste e dando via ragazze come si deve a delle rane"
"Ma il progresso..." cominciò Magrat.
"Non venirmi a parlare di progresso. Il progresso significa solo che i guai arrivano più in fretta. Qualcuna ha un'altra forcina? Questa non serve a niente".
Witches abroad ... TP, of course
Non ha detto "guardate il mio vestito luminoso, che nessun lavandaio sulla terra potrebbe rendere così bianco".
Non ha detto "Guardate questa mia aureola gloriosa, che mi sta tanto bene intorno ai capelli...".
No, ha detto "guardate le mie mani ed i miei piedi", cioè, guardate le mie piaghe.
(Che non erano magari la Sua parte migliore. O sì?)
Perciò quando guardo la circostanza faticosa, il lavoro sgradevole, la consorella ammorbante, la comunità scalcagnata, il ragazzino problematico, la collega isterica, il genitore pretenzioso... "Sono proprio io". Nella sua carne.
Desidera ciò che hai, perchè la realtà è Cristo.
... Poemen. E a tutti gi scienziati. E per altri motivi, a Berlik e Martayensid. Ah, già, anche Fiore. E Factum. Mi sa che tendo ad esser contagiosa, in fatto di letture...
" Ma in effetti... un tempo le cose erano molto più semplici.
Perchè l'universo era pieno di ignoranza e lo scienziato vi si aggirava, chino come un cercatore d'oro su un ruscello di montagna, in cerca del tesoro della conoscenza tra la ghiaia dell'irrazionalità, la sabbia dell'incertezza e le piccole cose baffute ad otto zampe della superstizione.
Di tanto in tanto si alzava, e diceva cose del tipo: "Urrà, ho scoperto la terza legg di Boyle". E tutti sapevano a che punto si trovavano. Ma il problema fu che l'ignoranza divenne più interessante, specie quella grossa e affascinante ignoranza su questioni enormi ed importanti. come la materia e la creazione, e la gente smise di costrure pazientemente le piccole casette di stecchini razionali e cominciò a interessarsi al caos: in parte perchè era molto più facile essere esperti di caos, ma soprattutto perchè offre ottimi spunti per i disegni sulle magliette.
E invece di occuparsi di vera scienza gli scienziati si misero a dire che non si poteva conoscere nulla, e che non c'era nessuna realtà da conoscere, e che tutto questo era tremendamente eccitante, e tra parentesi, lo sapevate che forse ci sono un sacco di piccoli universi ovunque, che non si vedono perchè sono ripiegati su se stessi? Tra parentesi, non sarebbe una cosa favolosa da mettere su una maglietta?"
- Ciao Nihil, giornata piena oggi?
- Mhmm
- Ah, io non so come arriverò a stasera! Devo fare questo e quest'altro, e poi quest'altro ancora e mi hanno chiesto anche questo e se mi avanzasse tempo dovrei fare anche questo, e poi tutti mi chiedono, e poi...
- Ciao, Nihil, come stai?
- Mhmm...
- Sapessi io! La cervicale, l'emicrania, i reumatismi, la tosse, il ginocchio sinistro e il gomito destro, mi duole un dente, c'ho mal di schiena, mi si è infiammato il nervo del mignolo... ma come sto male io!!!
- Ciao, Nihil, come ti è andata oggi?
- Mhmm...
- Io non ho avuto un momento per respirare!!! Ti giuro da stamattina ad ora non mi sono fermata un momento: adesso ti racconto...
"Mhmm" è una parola magica, una specie di mantello dell'invisibilità auditivo: ti fa sparire dalla conversazione. Dopo venti minuti di appagante monologo sull' argomento più interessante del mondo - se stessi- le persone se ne vanno sorprendentemente convinte di aver parlato con te. Mentre tecnicamente hanno parlato, al massimo, a te. O almeno in tua presenza. O alla presenza di alcune parti di te stesso.
- Però, Gesù mio, sarebbe bello delle volte trovare qualcuno a cui non basta un "mhmm", che vuole veramente sapere come sto, come mi è andata la giornata ...
- Mhmm...
- Guarda che NON sei divertente!
Qualche anno fa le mie consorelle indiane si sono sciroppate tutte le puntate di Sandokan II perchè c'era Kabir Bedi ed era girato in India. Io non ce l'ho fatta. Guardavo quegli attori imbalsamati che sembravano usciti neppure da una telenovelas, ma dalla parodia delle telenovelas del trio Solenghi Marchesini Lopez e soffrivo interiormente. Son dovuta scappare da davanti allo schermo perchè mi vergognavo troppo per loro.
Però mi era rimasto un dubbio. Insomma, una volta Kabir Bedi sapeva recitare, com'è che nel primo Sandokan mi era piaciuto tanto ed in questo sequel non lo potevo vedere? Il regista sarà importante, va bene, ma, insomma, lui sapeva recitare, una volta! No?
Insomma, ora che un giornale ha proposto in DVD lo sceneggiato di quando ero bambina (ma vi ricordate le figurine di Sandokan?) non ho resistito e me lo sono fatto regalare. Giusto per sapere se quando ero piccola non avevo capito niente, e mi era piaciuto solo perchè appunto ero piccola.
Finora sono al terzo episodio. E ho già constatato diverse cose.
Per metà del tempo NON SUCCEDE NIENTE. Magnifici paesaggi, scimmie, gente che guarda l'orizzonte, Sandokan che scende dalla nave e siamo già a metà della prima puntata. E' lento! Misericordia se è lento... e mentre non succede niente, siccome sono al computer, gioco a prato fiorito, e siccome non si può giocare a prato fiorito senza guardare, quando succede qualcosa me lo perdo e poi praticamente come faccio a decidere se Kabir Bedi recita bene se non lo guardo? Allora chiudo prato fiorito, guardo lo schermo, Sandokan è su una canoa con una donna che pagaia (perchè non rema lui che è un uomo e pure un marinaio? Ma guarda che maschilista...), Kabir Bedi è molto carino sotto il cappello da cinese che raccoglie il riso, gli hanno messo un chilo di mascara nero intorno agli occhi per fargli lo sguardo fascinoso, la donna rema e rema e rema... forse se dessi un occhiata alla posta? Non mi ha scritto nessuno, ed intanto ... no, sta ancora remando lungo il canale ...
Seconda cosa, in tre scene di combattimento su quattro funziona così: Sandokan cammina accucciato con le braccia larghe, inquadratura dei nemici (sempre quattro), inquadratura di un gruppo di scimmie, Sandokan, nemici, scimmie, uno sparo, grida, scimmie che scappano, arrivano altri nemici e trovano i quattro morti. Sempre uno sparo solo. Va tutto bene che i fucili sono ad avancarica e hanno un colpo solo, ma che li becca sempre tutti in linea per farli fuori con un colpo solo? Mah! E poi perchè sempre le scimmie? Mai un cervo, che so io, un cinghialino, sempre scimmie. Secondo me ne avevano un certo numero nel badget ed il regista ha detto, già che le paghiamo, usiamole, queste scimmie!
Poi Sandokan viene inseguito con i cani. E qui, lo ammetto, è una obiezione da fissata, ma... Pastori tedeschi??? Un inglese con una muta di cani da caccia, e sono pastori tedeschi??? Ma dai! Ma se volevate dei cani feroci (ammetto che essere inseguiti da un beagle non dia quel brivido di suspance...) gli inglesi hanno il levriero irlandese, cane da lupi, che è una meraviglia, il bloodhound, usato ancor oggi dalla polizia negli States per inseguire i fuggiaschi... Ma non dite nulla, già mi immagino il regista: abbiamo finito i soldi per noleggiare le scimmie, i pastori tedeschi sono più diffusi e costano di meno, perciò pastori tedeschi, prendere o lasciare...
E la tigre? Povera bestiola! Il suo domatore se la prende praticamente in braccio, cade all'indietro, finge di urlare, si mette una zampona su di una spalla e quella lo guarda con l'aria perplessa... Ma che ti piglia? Ha l'aria di chiedersi. Poi le danno da sbranare un bel sacchettone pieno (si spera) di roba buona, ed alternano le scene con l'uomo con quelle col sacco. Peccato si veda benissimo la differenza.
Comunque qui ritrovo la mia beata infanzia. Anche allora avevo vivamente deprecato che Sandokan uccidesse quella povera tigre. Povero micione indifeso.
cantava giubilante il coro della mia parrocchia la notte di Pasqua.
Questo è il punto. Come dice quell'altro bellissimo canto
Vederti risorto, vederti Signore, il cuore sta per impazzire !
Tu sei ritornato, tu sei qui fra noi,
e adesso ti avremo per sempre
e adesso ti avremo per sempre.
Questa è la Pasqua, innanzitutto. Poi viene tutto il resto, la vittoria sulla morte, il comprendere chi è Dio...
Ma all'inizio è solo questo. La gioia perchè Lui c'è, c'è ancora, c'è di nuovo, comunque c'è. Non sono finite quelle parole così inimmaginabili e sorprendenti, eppure così evidentemente vere, così consone al cuore, non è scomparso quello sguardo capace di dare pace, è di nuovo con noi quell'amico a cui si può appoggiare la fatica del vivere...
Il cristianesimo è tutto qui, un rapporto personale con Cristo che ce lo fa sentire essenziale alla vita. Perchè il cristianesimo non è una dottrina fatta di parole e di spiegazioni e di simboli, ma un fatto. Una persona, quel Gesù che vive, vive! E il fatto che vive ci rende felici, perchè è tutto quello che desideriamo.
Colpa e peccato sono quasi sinonimi. Ma secondo me (e non solo) il senso di colpa e il senso del peccato sono due cose di molto diverse.
Il senso del peccato è razionale; è il riconoscimento razionale di aver commesso un'azione sbagliata. Sbagliata è una azione che non porta al fine -per dire peccato in ebraico si usa il verbo che indica che una freccia non ha colpito il bersaglio. Peccaminosa è una azione che manca il bersaglio, e il mio bersaglio è la realizzazione di me. Peccato è l'azione che non mi porta al vero compimento di me.
Tale riconoscimento razionale può avere una coloritura emotiva: dolore, vergogna, rabbia... Ma il senso del peccato non è l'emozione, che di fatto può anche non esserci.
Il senso di colpa è psicologico: è il contraccolpo emotivo di una azione che qualcosa dentro me avverte come sbagliata. Io però posso sentirmi in colpa per aver fatto qualcosa di estremamente giusto e doveroso, perchè il senso di colpa è in un certo senso automatico. Non è razionale, non dipende dalla valutazione razionale di tutti gli elementi che compongono questa determinata circostanza e la mia azione in essa.
Esempi: se un violento minaccia i miei figli e mi lascia (crudelmente) la possibilità di salvare la vita a uno solo di essi, io mi sentirò in colpa tutta la vita, perchè "qualcosa dentro" mi dice che i miei figli devono essere tutti ugualmente importanti, e tuttavia salvandone uno io ho fatto tutto quello che umanamente potevo, e non ho commesso alcun peccato. Se mia madre è ansiosa all'eccesso ed io difendo i miei spazi vitali, posso sentirmi in colpa perchè la faccio star male, anche se non le tolgo nulla a cui abbia davvero diritto... e così via.
Il senso di colpa può essere molto utile. Ce l'hanno messo dentro perchè serve (chi? Dio o la selezione naturale, o tutti e due, fate voi). A volte razionalmente ci hanno insegnato che certe azioni sono indifferenti, ed invece il senso di colpa automatico, dentro noi, ci avverte che così non è. La paura del senso di colpa, poi, ci tiene lontano di moltissime azioni sbagliate, che razionalmente potremmo commettere valutando un assenza di danno immediato ("chi mi vede?"). Perchè il senso del peccato, drammaticamente, richiede la conoscenza del senso della vita: come faccio a sapere se l'azione mi ha portato verso il bersaglio, se non so dov'è il bersaglio? Così il senso del peccato è raro, il senso di colpa universale.
Ma il senso di colpa può anche essere fuori posto, e rendere la vita molto pesante Per esempio, quando non si è capaci di perdonarsi del male fatto e sebbene perdonato da Dio e dagli uomini, si continua a soffrirne.
Il senso del peccato porta alla confessione, e ad un nuovo inizio. ll senso di colpa non porta da nessuna parte.
- Senti, cara, ma tu stamattina sei sicura di esserti effettivamente messa adosso tutto quello che volevi indossare? Sì? Non è che per caso oltre alle calze e al golf c'era una gonna.... no? E' tutto a posto, c'hai tutto? No, niente, benissimo, era così per sapere...
- Mah!
Stamattina sono arrivati i rondoni