Un tentativo di interessarsi al Tutto, e di pensare a partire da qualsiasi spunto (o punto).
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Una che è stata preferita e ancora cerca, a fatica, di piegarsi nella forma impressagli dalla preferenza di cui è stata fatta oggetto.
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Quanti danni può fare una ragazzina ambiziosa che non sa cosa vuole dalla vita...
Vi ricordate quella vecchia pubblicità di non so più quale auto?
Incidentalmente, a cosa serve una pubblicità che si fa ricordare più del prodotto da pubblicizzare?
Comunque, c'era questa auto che passava lentamente in mezzo ad un gregge di pecore che camminava in senso contrario. Una pecora (nera? Non mi ricordo) al passaggio dell'auto si voltava e la seguiva, e lo slogan era appunto qualcosa come "fuori dal gregge".
A parte che se davvero la gente si comportava "fuori dal gregge" di auto ne vendevano due o tre...
Una rivista di animali che leggevo all'epoca spiegava i retroscena del filmato: ottenere che la pecora si voltasse e seguisse la macchina era stato facilissimo: dentro l'auto c'era il suo agnellino, che belava disperatamente, chiamandola. Il problema del fare il filmato però era che le pecore intorno, quando quella si voltava, si voltavano pure loro e cambiavano tutte direzione! Hanno dovuto ripetere la scena parecchie volte...

Il che significa che "uscire dal gregge" si può soltanto se c'è qualcosa che attira irresistibilmente il nostro cuore. E che uscire dal gregge è difficile, e tante volte chi pensa di essere uscito fuori dal gregge è solo in un diverso gregge rispetto a prima.
Forse, la nostra superiorità rispetto alle pecore consiste solo nel poter scegliere il gregge. E il pastore.
Verso le sei del pomeriggio, il mio cellulare gracchia (ho come suoneria la rana toro). Sms di Factum "Non so stasera come sei messa, ma siccome io sono a cena con Berlicche, ti passerei a prendere. Ti riaccompagno io a casa".
Così eccomi in pizzeria con Factum, Berlicche ed un loro amico. Poveretto. L'abbiamo sommerso coi nostri discorsi di blog, e di libri, e di film, e di amici comuni, e di altri libri e "fammi vedere come l'hanno tradotto... c'è una frase bellissima in questo Terry Pratchett... aspetta se la trovo...No, in questa edizione non mi ci raccapezzo. Te la dico come la ricordo, a memoria". Se avesse il suo libro capace che ti ritrova la frase a occhi chiusi e con le mani legate dietro la schiena, Berlicche.
E Factum che, giusto per gradire, mi ha portato la stampa dei commenti di Esercitiamoci per chiedere un parere (sapeva che a casa sono senza computer) "intanto che aspetti la pizza dai un'occhiata qui..." Eeeeeh?
Insomma, la fine perfetta di una giornata perfetta.
Quando a mezzanotte e mezza riusciamo a separarci (dopo che a mezzanotte ci hanno buttato fuori dalla pizzeria) e Factum mi accompagna a casa, sul viale d'ingresso vediamo perfino un coniglietto.
Che cosa desiderare di più?
Ah, volevate sapere la frase?
"Che cosa può sperare il raccolto,
se non la misericordia del Mietitore?"
Dopo la passeggiata nostalgica per il centro cittadino, e la puntata fuori programma alla Feltrinelli, con il mio "tristo mietitore" al sicuro nello zaino (ed un gelato in mano, ma non alla mela verde e lavanda, bensì variegato amarena e pistacchio. Niente rimane perfetto) riprendo il tram in piazza Castello (tanto passano tutti di lì). Destinazione casa di una carissima amica. Nella borsa ho il regalo acquistato il giorno prima. Ma non per lei: per Frattaglia.
Frattaglia è un furetto. Da quasi un anno aspettavo di fare la sua conoscenza: il fidanzato della figlia glielo ha regalato (è una nuova usanza, tipica dei tempi. Una volta usava l'anello, adesso usano i furetti. Probabilmente perchè i giovani d'oggi hanno bisogno di conferme: in effetti, un anello non ha mai messo in crisi nessuno - Frodo escluso, ovviamente - mentre una unione che resiste al regalo di un furetto dimostra di avere solidità. Anche l'appartamento della fidanzata. Ed anche i nervi della probabile futura suocera. In effetti una probabile futura suocera che accetta con garbo un furetto, promette bene...).
Appena entro, poso lo zainetto per terra e chiedo subito "Dov'è?".
Dentro lo zainetto.
Poso zainetto e furetto su una sedia e finito di investigare sul contenuto (probabilmente fa parte del Nucleo Antiterrorismo e deve assicurarsi che gli invitati non abbiano esplosivo nella borsa) Frattaglia acconsente a salire sul tavolo per scartare il regalo. Anzi, i regali: una comoda amaca ed una pallina.

Sicuramente apprezza di più, al momento, la pallina. Tanto per gradire, si infila nella scatola vuota dell'amaca, ma poi afferra la pallina... cioè, ci prova, ma non riesce a prenderla tutta in bocca, e la pallina rotola via. Inizia una battaglia serrata, finchè Frattaglia vittorioso riesce a trascinare la pallina nel nascondiglio segreto sotto il mobile.
E' divertentissimo, agile e curiosissimo, un vero spasso... Mentre la proprietaria apparecchia il tavolo, lui sorveglia attento: fa la posta al melone, ma non lo deve mangiare perchè gli fa male. Ogni tanto va a bere.. col biberon: infila lo straccio sotto la ciotola nell'acqua e poi lo succhia.
Le sue divertenti sortite punteggiano la conversazione con la mia amica, e le sei di sera arrivano in un baleno...
Mentre passeggio per via Garibaldi, ecco una libreria all'aperto (si fa per dire, è un tendone col pavimento di legno). Dicono che in Italia non si legge, ma a Torino c'è una libreria ogni cento metri: di qualche cosa vivranno pure, tutti questi librai, no? O forse la gente compra i libri e poi non li legge?
Mentre faccio scorrere lo sguardo sulle copertine... non dirmi... guarda cosa c'è... è un Terry Pratchett nuovo!!!
Acchiappo il libro trionfante, ma dopo pochi passi verso la cassa una vocina inizia a dirmi all'orecchio:
- "Ma, e la tessera Feltrinelli? Se lo compri alla Feltrinelli, hai i punti, e ogni cento punti un libro gratis..."
- "Sì, ma la Feltrinelli è in piazza Castello e ormai sono quasi in piazza Statuto..."
- "Però puoi aspettare, no? Puoi aspettare e poi quando hai l'occasione lo compri alla Feltrinelli..."
- No, tu non capisci... è un Terry Pratchett!!! E io ho finito il settimo HP sul treno, e a casa di mamma ci sono solo gialli... Non posso aspettare..."
- "Da brava, fai una rinuncia... ricordati il voto di povertà... possibile che non sai aspettare qualche giorno per avere un libro?"
- Senti, fai poco la furba, te, col voto di povertà... sei la voce della Feltrinelli, che è pure laicista ad oltranza, mica della mia coscienza..."
- "Su, da brava, posa quel libro..."
- "E' dalle nove che cammino, intendiamoci, eh... e quando mai riuscirò ad andare alla Feltrinelli nei prossimi giorni?"
-"Posalo!"
-"*#*"
Si chiama fidelizzazione del cliente. Piazza Statuto, corso San Martino, via Cernaia, via Pietro MIcca sotto il solleone (meno male che ci sono i portici), Feltrinelli di piazza Castello. Fidelizzazione del cliente. Nello scaffale non c'è il libro. C'è "Stregoneria", c'è "A me le guardie"... "Il tristo mietitore" non c'è. Feltrinelli non puoi tradirmi, per te ho fatto due chilometri e mezzo... "Signorina, scusi... sì, aspetto... grazie.... è uscito un libro di Terry Pratchett...". Computer. C'E'! Nei libri ancora da mettere allo scaffale. Coda alla cassa (ma non dicevano che gli italiani non leggono?). E' MIO! Cinque punti, totale 69, che bellezza!
Fidelizzazione del cliente: con me funziona.
A Torino, il Municipio è in un angolino riservato: lo si intravede al fondo di questo spazioso viale....

Ma giunta nei pressi, ecco una insolita animazione

I passanti si spaventano, pensando ad un pauroso incidente, ma in realtà è un anziano signore che per non so quale protesta si è sdraiato sui binari del tram. Vigili e poliziotti cercano invano di convincerlo ad alzarsi, mentre i passeggeri della dozzina di mezzi bloccati invocano le maniere forti.

E' la solitudine della metropoli: anche i sit-in si fanno da soli.
Ed eccomi in piazza Castello. Quando ero ragazzina e venire in città era la grande impresa del sabato pomeriggio, era il punto d'arrivo della passeggiata-shopping per via Garibaldi (la vera via del passeggio sarebbe via Roma, ma noi provinciali si arrivava con l'autobus in piazza Statuto e si faceva via Garibaldi, tanto eravamo troppo poveri per comprare qualcosa in via Roma). Da liceale, divenne una lezione di filosofia: il palazzo in centro cos'è? Un castello medioevale, da via Po, un palazzo settecentesco, da via Garibaldi, diceva il professore, dunque la verità non esiste...
Invece... 
Insomma, a guardare solo un po' bene, si vedono le torrette dietro la facciata settecentesca, no? Dunque come diceva Lewis "Quello che mi piace dell'esperienza è che si tratta di una cosa così onesta. Potete fare un mucchio di cose sbagliate; ma tenete gli occhi aperti e non vi sarà permesso di spingervi troppo lontano prima che appaia il cartello giusto. L'universo risponde il vero quando lo interrogate onestamente".
Da universitaria, era il luogo dove: a ) andavo a Messa dopo un pomeriggio di studio (san Lorenzo, una messa ogni mezz'ora, a seconda della lontananza o vicinanza degli esami poteva essere alle 17 o alle 19...); b) mangiavo il gelato alla lavanda e mela verde (fantastico, sembrava di essere nella vasca da bagno tra bagnoschiuma e shampoo) ora però la gelateria non c'è più; c) aspettavo l'autobus per dovunque dovessi andare: passano tutti di lì.
Ci credereste che a Torino ci sono posti così?

Fresca luce verde...se non fosse che hanno aperto la Feltrinelli proprio accanto, andrei a sbirciare se esiste ancora la libreria dell'ebreo, dove si vendevano e compravano i libri scolastici usati... il posto più simile al "Ghirigoro" che si possa immaginare. Ricordate quando al Ghirigoro Allock firmava i suoi libri? Dall'ebreo quella folla era normale per tutto settembre ed ottobre: c'era un addetto all'ingresso a disciplinare la folla. E noi si andava a fare pubblicità al "nostro" mercatino studentesco autogestito, che poi fu alloggiato nella piazzetta retrostante. Chissà se lo fanno ancora?
(to be continued)
Cosa c'è di più bello che passeggiare come turisti nella propria bellissima, verde città?

Sbarcata un corso Stati Uniti, mi fermo davanti a Porta Nuova per estrarre la macchina fotografica. Un tizio stravaccato sulla panchina mi chiede se vengo da Firenze (l'avrò scritto in faccia? E' un alieno! E legge nel pensiero!) e mi invita calorosamente a prendere un caffè in via Roma. E meno male che dico sempre che i torinesi non sono come i fiorentini, e che a Torino nessuno ti rivolge la parola se non ti conosce... Declino gentilmente l'invito (io sono pur sempre piemontese, neh).
All'inizio di via Roma una folla inconsueta... che succede? Ah, girano uno spot della vodaphone, sono tutti a sbirciare se c'è qualcuno di famoso...
Se c'è qualcuno di famoso tanto io non lo saprei riconoscere, e poi preferisco avere i miei amati portici tutti per me:

Visto che bellezza?
(to be continued)
Ciao raga,
vado a correre su e giù per l'Italia in treno ed auto
(cosa in cui consiste quest'anno il mio "meritato riposo")
per dieci giorni.
Ci si rivede all'Assunta!
.. non l'ho fatto apposta.
Ho visto in Messenger la pubblicità di un filmato di animali e ho seguito il link. Nella stessa pagina c'era un filmato "Incontro coi leoni", bellissimo, ma non era possibile linkare solo quel filmato. O almeno, a me non riusciva; allora ho postato un altro video con un affettuosissimo leone...
Però mi dispiaceva e dopo vari tentativi ho pensato di vedere se il filmato (che appariva vecchiotto) fosse anche su youtube. C'era stato, ma era stato tolto perchè violava qualche diritto... Sgrunt!
Cerca e ricerca però, ho trovato il filmato da cui era stato estratto il brano da me visto su Messenger e .. sorpresa!
Il leone si chiama Cristiano!
Ma guarda un po'!