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lunedì, 28 aprile 2008
Incontri campani

A Capri ho scoperto l'esistenza di Axel Munthe, affascinante dottore che dietro di sè ha lasciato una villa ed un libro. Comprato e letto il libro, posso dire d aver incontrato una persona interessante.

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"Mettete una parte dei vostri risparmi nel salvadanaio delle Piccole Suore, ogni soldo è utile, credetemi, non avrete mai fatto un investimento più sicuro. Ricordatevi quello che ho scritto in un'altra pagina di questo libro: ciò che tenete per voi e perduto, ciò che date è conservato per sempre. E poi non avete nessun diritto di conservare questo denaro per voi, il denaro non é di nessuno quaggiù. Appartiene tutto al diavolo che sta seduto al suo banco giorno e notte, dietro i suoi sacchi d'oro, trafficando con le anime umane. Non tenete troppo tempo la sudicia moneta che egli mette nella vostra mano, sbarazzatevene appena potete o il maledetto metallo presto vi brucerà le dita, penetrerà nel vostro sangue, accecherà i vostri occhi, infetterà i vostri pensieri e indurirà il vostro cuore. Mettetelo nel salvadanaio delle Piccole Suore o gettatelo nel primo rigagnolo: é lì il suo posto! Che vantaggio avete ad accumulare il vostro denaro? Presto vi sarà tolto in ogni caso. La morte ha un'altra chiave della vostra cassaforte.«Gli dei vendono tutte le cose a un giusto prezzo» disse un vecchio poeta. Avrebbe dovuto aggiungere che vendono le cose migliori al prezzo più modico. Tutto ciò che é veramente indispensabile può essere comprato con poco denaro, soltanto il superfluo vien messo in vendita a caro prezzo. Tutto ciò che é veramente bello non é in vendita affatto, ma ci viene offerto in dono dagli dei immortali. Ci é permesso vedere il sole sorgere e tramontare, le nubi vagare nel cielo, le foreste e i prati, il meraviglioso mare, tutto senza spendere un soldo. Gli uccelli cantano per nulla; possiamo raccogliere i fiori selvatici, mentre andiamo per la nostra via. Non si paga nulla per entrare nella sala stellata della notte. II povero dorme meglio del ricco. II cibo semplice ha per lo più un gusto migliore del cibo del Ritz. La contentezza e la pace del cuore fioriscono meglio in una casetta di campagna che in un sontuoso palazzo in città. Pochi amici, pochi libri, pochissimi, e un cane é tutto quello di cui avete bisogno intorno a voi, finché avete voi stessi".

(Axel Munthe - Storia di San Michele - pag. 332)

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Da parte mia, cambierei "dei immortali" con "Dio", "pochi libri, pochissimi" con "molti libri" ed aggiungerei sicuramente qualche gatto e forse qualche altro animale (lui comunque aveva parecchi cani, ed anche un babbuino ed una mangusta). Per il resto, sottoscrivo tutto! E consiglio il libro.  

Postato da: nihilalieno a 14:51 | link | commenti (2)
citazioni

martedì, 22 aprile 2008
Memoria e desiderio (sequel di Proposta indecente)

Ecco un riepilogo della nostra avventura.

Luogo: Bivigliano

Tempo: 12/13 gennaio 2008

Protagonisti: Nihilalieno, Cabasilas, Berlicche, Don Gabriele Mangiarotti Enrico Leonardi, Factum, Giorgetto2rock, Martayensid, Poemen + moglie + due figlie, Claudio LXXXI, Diggiu, Natanaele, Fiordicactus + Uomo della sua vita, Salmo 23, Sguardoleale, UPI, Cristina (li trovate descritti qui come anche qui e negli altri post della serie, e con qualche imprecisione qui). Dimenticavo: dipinti qui, immortaliati (si spera) qui.

Trama: tralasciando gli incidenti, la pioggia e altre diaboliche interferenze, le amicizie nate, gli incontri, e altri frutti dello Spirito... abbiamo:

la relazione di don Gabriele Mangiarotti - prima parte; seconda parte; terza parte.

la relazione di Cabasilas -  introduzione; primo punto I; primo punto II; primo punto III; primo punto IV; secondo punto I; secondo punto IIsecondo punto III; secondo punto IV;  finale.

La testimonianza di Berlicche -  introduzione; primo demone; secondo demone; terzo demonequarto demone, quinto demone, sesto demone, settimo demone; conclusione; coda.  

La cronaca qui e dintorni, gli effetti speciali qui; risonanze qui e qui e qui e qui e anche altrove, e forse ancora da altre parti, mah!

Sequel: 18/19 ottobre 2008

 

Postato da: nihilalieno a 13:31 | link | commenti (28)
bivigliano

Relazione di Cabasilas - finale

In conclusione, Cabasilas legge da H. Urs von Balthasar, Cordula, ovverosia il caso serio, Brescia: Queriniana, 1968, 117-120 (orig.1966).
Se il sale diventa scipito
 
Casa in distruzione è la sapienza per il fatuo,
e parole disordinate la scienza per l’insensato
 (Eccl. 21,18)
 
Il commissario (ben intenzionato): Compagno cristiano, mi puoi dire una buona volta chiaramente che cosa siete voi cristiani? Che cosa propriamente volete ancora nel nostro mondo? In che cosa vedete il vostro diritto all’esistenza? Qual è il vostro mandato?
Il cristiano: Anzitutto noi siamo uomini come tutti gli altri, che collaborano all’opera di edificazione del futuro.
Il commissario: La prima cosa la credo, la seconda la voglio sperare.
Il cristiano: Da qualche tempo noi siamo infatti “aperti al mondo”, ed alcuni di noi si sono persino seriamente “convertiti al mondo”.
Il commissario: Questo mi pare un sospetto linguaggio da prete. Sarebbe, infatti, ancor più bello se voi, “uomini come gli altri”, vi foste convertiti già prima ad un’esistenza degna di uomini. Ma veniamo al fatto. Perché siete ancora cristiani?
Il cristiano: Oggi noi siamo cristiani maturi, pensiamo ed agiamo con responsabilità morale.
Il commissario: Lo voglio sperare, dal momento che vi presentate come uomini. Ma credete qualcosa di particolare?
Il cristiano: Questo non è tanto importante; ciò che importa è la parola epocale; l’accento oggi cade sull’amore del prossimo. Chi ama il prossimo, ama Dio.
Il commissario: Nell’ipotesi che esista. Ma poiché non esiste, non l’amate.
Il cristiano: Lo amiamo implicitamente, in modo non oggettivo.
Il commissario: Ah, la vostra fede quindi non ha un oggetto. Andiamo avanti. La cosa diventa chiara.
Il cristiano: Non è del tutto così semplice. Noi crediamo in Cristo.
Il commissario: Ne ho già sentito parlare. Ma sembra che storicamente se ne sappia maledettamente poco.
Il cristiano: Concesso. Praticamente nulla. Perciò noi non crediamo tanto al Gesù storico quanto al Cristo del kerygma.
Il commissario: Che razza di parola è questa? Cinese?
Il cristiano: Greco. Significa la predicazione del messaggio. Noi ci sentiamo toccati dall’evento linguistico del messaggio della fede.
Il commissario: E che mai c’è in questo messaggio?
Il cristiano: L’importante è il modo in cui se n’è toccati. Ad uno può permettere il perdono dei peccati. Questa, in ogni caso, era l’esperienza della comunità primitiva. A ciò dev’essere stata indotta dagli eventi relativi al Gesù storico, del quale veramente non sappiamo abbastanza per essere certi che lui...
Il commissario: E questo chiamate la vostra conversione al mondo? Siete gli oscurantisti di sempre. È con simili chiacchiere prolisse che volete collaborare all’edificazione del mondo!
Il cristiano (gioca la sua ultima carta): Abbiamo Teilhard de Chardin, che in Polonia fa una grande impressione!
Il commissario: La facciamo già noi. Non abbiamo bisogno, per questo, di dipendere da voi. Ma è bello che anche voi siate giunti infine a tal punto; soltanto, liquidate definitivamente le carabattole mistiche, che non hanno nulla a che vedere con la scienza, e allora potremo discorrere tra noi dell’evoluzione. Nelle altre storie non entro. Se voi stessi ne sapete così poco, non siete più pericolosi. Con ciò ci risparmiate una pallottola. Abbiamo in Siberia dei campi molto utili, dove potrete dimostrare il vostro amore per gli uomini e collaborare validamente all’evoluzione. Là si ricaverà di più che sulle vostre cattedre tedesche.
Il cristiano (un po’ deluso): Voi sottovalutate la dinamica escatologica del cristianesimo. Noi prepariamo il futuro regno di Dio. Noi siamo la vera rivoluzione mondiale. Egalité, liberté, fraternité: questo è il nostro compito originario.
Il commissario: Peccato che altri abbiamo dovuto lottare per voi. Dopo, non è difficile essere presenti. Il vostro cristianesimo non vale un fico secco.
Il cristiano: Voi siete con noi! Io so chi siete. Tu pensi onestamente, sei un cristiano anonimo.
Il commissario: Non diventare insolente, giovanotto. Anch’io ora ne so abbastanza. Vi siete liquidati da soli, e con ciò ci risparmiate la persecuzione. Via.
Amen. Di solito a questo punto scatta l’applauso! (risate e applausi)
A parte gli scherzi, questo brano è un po’ datato in alcuni punti, ma ci sono degli aspetti che, non so voi, io sento ancora oggi nelle aule di teologia e di catechesi!
Bene, speriamo di essere stati utili. E come ha detto qualcuno, “se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta”.

Postato da: nihilalieno a 11:57 | link | commenti (3)
bivigliano

domenica, 20 aprile 2008
Relazione di Cabasilas II punto - IV parte

Concludendo, potremmo usare due immagini che Von Balthasar utilizza: i due Sant’Ignazio: Ignazio d’Antiochia e Ignazio di Loyola. Tutti e due amano Cristo fino in fondo, e tutti e due danno la propria vita: uno facendosi mangiare dalle belve (ricordate, no? Quelle lettere bellissime: “Non fate nulla, non impeditemi di essere mangiato dai leoni, di essere sgranocchiato come frumento, che io possa…”. Si resta in silenzio guardando Ignazio che dà la sua vita e testimonia questo diventare egli stesso frumento di Cristo tra le bocche dei leoni). Anche l’altro Ignazio, rimane ai piedi della croce, soltanto nella dimensione del dare totalmente la sua vita per il Cristo attraverso l’espansione del suo Regno. Mediazione o presenza? Uno è Ignazio di Antiochia, e l’altro è Ignazio di Loyola!
Sono i due aspetti, a seconda di dove sei chiamato ad essere comunque testimone, che non possono essere in contrasto, bensì i due modi con i quali testimoniare secondo ciò che è richiesto dal momento specifico.
E termino con la lettura, così per ridere - cioè ridere per non piangere, eh? – di questo dialogo. Si intitola “se il sale diventa scipito”, e c’è come sottotitolo Ecclesiaste 31,18 “casa in distruzione è la sapienza per il fatuo e parole disordinate la scienza per l’insensato”.
Comincia il dialogo, sembra gli Acta dei martiri…Avete mai letto gli Acta dei martiri? È una lettura che io consiglio a tutti: una volta investite del tempo… sono in vacanza, cosa leggo? Leggo gli atti dei martiri… Tanto prima che esca Harry Potter 8 c’è un po’ di tempo, no? (Nihil: “non esce più, è finito!”). No, non è finito, lascia fare, non si ammazza la gallina dalle uova d’oro!
Gli Acta dei martiri spesso sono in pratica la trascrizione dei verbali di interrogatorio. Poi un’altra ci sono le “Passiones”, e le “Gesta”… Passioni e Gesta sono in genere una amplificazione (più teologica le Passioni, più “fantasiosa” le Gesta), ma gli Acta spesso sono proprio i verbali degli interrogatori e questo testo riprende proprio lo schema degli atti.

Postato da: nihilalieno a 16:01 | link | commenti (5)
bivigliano

venerdì, 18 aprile 2008
Perle

Prima perla

Ora di antologia I Liceo. L'insegnante sta spiegando; nomina il litorale e colta da un dubbio chiede "Lo sapete vero che cos'è?". Silenzio non-assenso. "Insomma, quando si dice, chessoio, il litorale di Livorno o il litorale maremmano... a cosa ci si riferisce?".

Un ragazzo con entusiasmo "Io! Io lo so, profe! ... il dialetto!".

"Aaargh!".

 

Seconda perla

Stesso giorno. Ora di storia. Interrogazione:  

"Costantinopoli fu costruita sulle rovine di Roma".

Insegnante "Sono sicura che tu non volevi dire quello che hai effettivamente detto, vero? Sì, sono assolutamente certa che non lo volevi dire...".

Postato da: nihilalieno a 14:37 | link | commenti (5)
scuolitudine

giovedì, 17 aprile 2008
Pronto Soccorso

Stimolata dal post di Fiordicactus e relativi commenti ...

Ormai parecchi anni fa, quando io ero universitaria, stavo tutta la settimana a Torino e tornavo dai miei in campagna solo per il fine settimana. I miei erano già separati. Mia mamma vive ancor oggi accanto a mia sorella, nello stesso cortile. Mio papà è morto da tre anni, allora stava in un paese a pochi chilometri da noi.

Un giorno mia mamma, senza occhiali, ha preso un tubetto credendo fosse il collirio, invece era il tubetto dell'Attack -di uguale forma- che aveva usato per aggiustare il mobiletto del bagno. E si è messa l'attack nell'occhio. Dopodichè, presa dal panico, invece di toglierlo immediatamente con l'acqua, si è messa a chiamare mia sorella in aiuto. Tempo che mia sorella scendesse, la colla aveva fatto effetto, per cui di corsa all'ospedale, dove hanno tagliato accuratamente le ciglia incollate e constatato che per fortuna non c'erano danni all'occhio.

Pochi giorni più tardi, mio padre arriva a trovarci zoppicando vistosamente. "Che hai fatto?"

"Ma no, nulla... mi è caduto un pezzo di legna sul ditone del piede, siccome mi ero appena comprato il ghiaccio spray ho pensato di mettercelo, ma non avevo letto bene le istruzioni...". Insomma, si era ustionato il piede con il ghiaccio sintetico, spruzzandolo per troppo tempo a distanza troppo ravvicinata. 

Sospirando mia sorella lo ha fatto salire in macchina e l'ha accompagnato al Pronto Soccorso. Lì giunti, però... 

"Io ti aspetto in macchina. Non voglio che ci vedano insieme. Tre giorni fa la mamma si mette l'attack nell'occhio, ora mio papà  si ustiona col ghiaccio secco... se capiscono che siete i miei genitori io sono rovinata per sempre, in paese. Con un DNA del genere..".

Postato da: nihilalieno a 16:14 | link | commenti (5)
personalia

martedì, 15 aprile 2008
Turisti

La differenza tra un viaggiatore ed un turista, è che il viaggiatore va in un luogo per starci ed il turista per esserci stato.

Guardavo i miei alunni in gita e pensavo: non guardano, fotografano. Non apprezzano, comprano. Non accumulano esperienza, ma souvenirs.

Lo scopo per loro non è essere qua, ma tornare e raccontare di esserci stati.

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Postato da: nihilalieno a 14:09 | link | commenti (18)
scuolitudine

domenica, 13 aprile 2008
Fischia il vento...

...ed anche le orecchie del povero SorNarciso. Ormai non posso più vedere un limone senza ricordare il gatto con l'elmetto!

Abbiamo idee opposte su praticamente tutto, politica e religione in primis, ma l'amicizia è più grande di tutto. Perciò dalla mia gita ho portato per lui questo:

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e questo: DSCF6707

 

Le foto non sono un granchè (ipotrete non crederci, ma gli alberi di limone lungo la strada non stavano mai fermi!), ma è il pensiero che conta...

 

 

Postato da: nihilalieno a 16:02 | link | commenti (5)
personalia

venerdì, 11 aprile 2008
Io voto per...

...Tiffany.

Sono tre giorni che tento di ritagliare dai romanzi di Tiffany quello che intendo, ma dovrei raccontare tre libri per spiegarlo. La trilogia di Tiffany è una riflessione sul potere e sul suo uso, più che gli altri romanzi di TP. Impossibile sintetizzare.

Ci provo.

Perchè fare politica:

- Faresti meglio a dirmi quello che sai – replicò Tiffany – miss Tick non è qui. Io, sì.
- Un   altro mondo sta entrando in collisione con il nostro – disse il rospo – Ecco. Contenta adesso?   Almeno, è così che la pensa miss Tick. Ma sta succedendo più rapidamente di quanto lei immaginasse e tutti i mostri stanno facendo ritorno.
- Perché?
- Perché non c’è nessuno che li ferma.
Seguì un istante di silenzio
- Ci sono io – disse Tiffany.
Come fare politica:
La cosa non stava semplicemente cercando di ucciderla, la stava insultando...
 William continuava a osservarla.
— Giá, sembri assai accanita — disse. — Devi volergli un gran bene al fantolino tuo per essere disposta ad affrontare certi mostri per isso...
Tiffany non riuscì a frenare i propri pensieri: Io non gli voglio bene. Lo so. Lui é... sempre attaccato alla mia gonna, e io sono costretta a stargli dietro per troppo tempo, e poi fa i capricci. Non posso parlargli. Lui é uno che vuole vuole vuole.
Ma il suo Senno di Poi le disse: Lui é mio. Il mio luogo, la mia dimora, mio fratello! Chi osa toccare ciò che é mio?
L'avevano educata a non essere egoista e sapeva di non esserlo, almeno non nel modo in cui intendevano gli altri. Lei si impegnava a pensare al prossimo e non prendeva mai l'ultima fetta di pane. Ma questa era tutta un'altra cosa.
Non era questione di fare la coraggiosa o di possedere nobili sentimenti. Lo faceva perché andava fatto, perché non c'era modo di evitarlo. E pensò...
... alla luce di Nonnina Aching, che si spostava lentamente sui pascoli nelle gelide notti stellate, o quando i temporali infuriavano come battaglie, per trarre in salvo gli agnellini dal gelo strisciante o i montoni che rischiavano di finire nel burrone. Si congelava, faticava e arrancava nella notte per pecore idiote che non dicevano mai grazie e che l'indomani si sarebbero ricacciate negli stessi identici guai. E lo faceva perché era impensabile non farlo.
Una volta avevano incontrato il venditore ambulante e il suo asino 1ungo il sentiero. L'asinello scompariva sotto l'enorme carico che trasportava, e il venditore lo stava bastonando perché aveva ceduto, sotto il peso della merce.
Di fronte a quella scena, Tiffany era scoppiata a piangere; Nonnina l'aveva guardata e poi aveva detto qualcosa a Fulmine e Tuono…
Sentendo ringhiare, il venditore si era fermato. I cani pastore gli si erano disposti uno su ciascun lato, di modo che lui non potesse tenere d'occhio tutti e due contemporaneamente. L'uomo brandì il bastone come se volesse colpire Fulmine, e Tuono si mise a ringhiare sempre più forte.
— Ti consiglio di non farlo — lo ammonì Nonnina.
Lui non era uno stupido. Gli occhi dei cani erano palle d'acciaio. Così abbassò il braccio.
— E adesso getta a terra il bastone — gli ordinò Nonnina. L'uomo ubbidì, lasciandolo cadere nella polvere come se fosse improvvisamente diventato incandescente.
Nonnina Aching fece qualche passo avanti e lo raccolse. Tiffany ricordava che si trattava di un ramo di salice, lungo ed elastico.                   
Di colpo e con una velocità tale da non vederle la mano, Nonnina sferzò due colpi sul viso dell'uomo, lasciandogli due lunghi segni rossi.
— Fa male, vero? — disse Nonnina in tono affabile. — Adesso io so chi sei tu e tu, immagino, saprai chi sono io. Tu vendi pentole e tegami che non sono male, mi pare di ricordare. Ma se spargo la voce in giro, sulle mie colline tu hai finito di fare affari. Dammi retta. É meglio sfamare la tua bestia che frustarla. Mi hai sentito?
Con gli occhi chiusi e le mani tremanti, l'uomo fece segno di sì con la testa.
Può bastare così – disse Nonnina Aching. E all'istante i cani tornarono ad essere due normalissimi cani pastore, che andarono a sedersi con le lingue penzolanti di fianco a lei.
Tiffany osservò l'uomo togliere parte del carico e legarselo sulla schiena; quindi, con grande delicatezza, sollecitò l'asino a riprendere il cammino.
Mentre si riempiva la pipa di tabacco, Nonnina lo guardò allontanarsi. Poi, accendendola, disse, come se le fosse appena venuto in mente:
 Chi può deve agire per conto di chi non può. E qualcuno deve pur prendere le difese di chi non ha voce.
Ci hanno tolto la preferenza. Si tratta allora di vedere dove sono persone così nelle liste, quante probabilità hanno di essere elette e di cercare di dare loro spazio. Come diceva qualcuno: "cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio"

Postato da: nihilalieno a 14:05 | link | commenti (11)
citazioni, libri

sabato, 05 aprile 2008
Tornata da Sorrento...

... stanca ma contenta.

Nessuno mi ha tirato la pizza: era troppo buona, hanno preferito non sprecarne neanche un pezzo.

Abbiamo comprato chili di mozzarella di bufala: siccome il giornale titolava "Mozzarella di bufala:  diossina in metà" abbiamo deciso che è sufficiente mangiare solo metà mozzarella alla volta per evitare la diossina.

Non abbiamo visto immondizia, tranne quella prodotta dia nostri ragazzi sull'autobus (qualcuno mi deve spiegare perchè i pringles finiscono immancabilmente sbriciolati sotto i sedili: ma li comprano per mangiarseli o per tirarseli dietro?).

Il tempo è stato splendido, i panorami meravigliosi, la gente gentile e cordiale, i ragazzi apparentemente bravi.

Appena ho un attimo vi racconto. Intanto vi lascio questo bel tramonto...DSCF6704

Postato da: nihilalieno a 14:26 | link | commenti (14)
scuolitudine




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