Un tentativo di interessarsi al Tutto, e di pensare a partire da qualsiasi spunto (o punto).



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Utente: nihilalieno
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venerdì, 30 novembre 2007
Grazie, Marta

 - Posso chiederti una cosa?

- Dimmi

- ...

- Eddai, parla!

- ... devo trovare le parole...

- Vanno bene le prime che ti vengono... spara!

- Va bene. Ecco. Dunque. Cosa ne pensi di me, adesso che mi hai conosciuta?

- ...

- ... ?

- Quello che pensavo prima! Sei esattamente come sei nel blog...

... cioè, ma questo non l'ho detto, una persona splendida. E mentre ti guardo contorcerti nell'esporti alla risposta, facendo la domanda, penso "E non credi che sia lo stesso, per me? Confrontarmi con chissà quali attese,  che una conoscenza virtuale può generare, ed una conoscenza reale deludere..". Allora devo essere coraggiosa anche io...

- E tu, cosa pensi di me?

- Che sei speciale.

M'è andata bene. C'è andata bene.

Grazie Marta. Un regalo di ventiquattr'ore quasi esatte. Buon ritorno a casa, e a presto.  

Postato da: nihilalieno a 21:43 | link | commenti (12)

lunedì, 26 novembre 2007
Proposta indecente

Ma indecente davvero. Non indecente perchè offende la morale, il che oggigiorno è accettabilissimo, quasi doveroso. Indecente sul serio.

Come voi sapete, ho conosciuto di persona UPI e DIGGIU. Poi, non so se lo sapete, ho incontrato FACTUM, che conosco da tempo, e ho conosciuto GIorgetto2rock alias Giorgetto2read. Infine, e questo non lo sapevate, ho conosciuto Poemen e Cabasilas. E avrei molta voglia di rivedere Berlicche, che non incontro da circa 20 anni.  

Insomma, vedevo e ancora sento che cresce il desiderio di incontrarsi e vedersi di persona fra noi, dopo esserci conosciuti "virtualmente".

E allora perchè non vedersi tutti insieme? Meglio ancora, perchè non fare qualcosa tutti insieme?

E allora ho pensato di fare un incontro, una sorta di "ritiro" spirituale per bloggers! E ho iniziato a organizzare, e questo è il risultato:

località: Bivigliano, vicino a Firenze, in una nostra Casa di Spiritualità

data: 12/13 gennaio 2008

Programma  di massima:

SABATO

ore 15.30 Accoglienza

ore 16.00 Relazione di Cabasilas sul tema "La testimonianza cristiana"

ore 18.00 Relazione su "la comunicazione in Internet: pregi e difetti caratteristici" (relatore in attesa di conferma)

ore 19.30 preghiera

ore 20.30 cena

dopo cena: conoscenza, chiacchiere, musica, pittura ... a seconda dei talenti dei partecipanti    :-))

DOMENICA

ore 9.00 colazione

ore 09.30 Testimonianza di Berlicche; a seguire condivisione sulle diverse relazioni.

ore 11.30 Santa Messa 

ore 12.30 Pranzo

dopopranzo: partenze o visita facoltativa a Monte Senario o visita facoltativa a Firenze.

Che ve ne pare?

SE ci sono adesioni (da 10 a 30 partecipanti), è fatta.

Aspetto i vostri commenti qui e le adesioni in PVT, ok?

A presto, spero.

 

Aggiornamento: Don Gabriele Mangiarotti ha dato un’adesione di massima per la II relazione di sabato. Il che non toglie che i partecipanti possano utilmente intervenire...

 

Postato da: nihilalieno a 15:03 | link | commenti (67)

sabato, 24 novembre 2007
Qualcosa di bello

A quest'ora dovrei andare a dormire, ed invece resto al computer. Apro e chiudo file, apro splinder, guardo la pagina bianca di un nuovo post, decido che non ho idee, la lascio lì e provo a salterellare nei blog che leggo meno spesso, in cerca di idee. Guardo l'elenco dei "lavori-che-vorrei-fare-se-avessi-tempo" sull'agenda, decido che non ho voglia di farne nessuno. Faccio per chiudere la sessione e ci ripenso. Riapro google e sto a guardare la pagina: che cosa voglio?

E' che non ho voglia di considerare conclusa la giornata. Manca qualcosa per andare a dormire contenta. Partita a superfoodfiasco? Direi proprio di no. Mi si chiudono gli occhi... ma che cosa mi manca?

Sovrappensiero, scrivo sulla maschera di google "qualcosa di bello".

Voglio qualcosa di bello.

Ma forse lo sto cercando nel posto sbagliato.

Ok, caro, vengo a dormire. Non avevo capito che eri Tu che mi chiamavi...

Postato da: nihilalieno a 22:40 | link | commenti (7)

martedì, 20 novembre 2007
Dio è morto... però è popolarissimo

Ieri sono andata alla Feltrinelli. Scaffali novità fra le casse: un libro dei soliti amici di Dan Brown su Gesù sposato alla Maddalena e relativa figliolanza (il retro di copertina annuncia che l'autore è l'unica persona al mondo a sapere la verità su Gesù. Buon segno, vuol dire che nessuno ha ancora mai letto il libro)*. Un libro che insegna a difendersi dalla bugie della Chiesa. Un libro che spiega che, siccome non cade foglia che Dio non voglia, a sparare a Giovanni Paolo II è stato evidentemente Dio stesso. Inoltre ci dice cosa si son detti Giovanni Paolo II e Alì Agca nel famoso incontro; considerato che a saperlo sono solo loro due, ci sono solamente due  spiegazioni: o l'autore in realtà è Alì Agca, oppure è la reincarnazione di Giovanni Paolo II. Un libro che incita a difendersi dalle ingerenze del Vaticano sulla legislazione relativa a tematiche bioetiche. Un libro in difesa di Darwin attaccato dai cattivi cattolici nemici della scienza.

La gente guarda con stupore una suora con in mano certi libri, oppure sto diventando paranoica? Sto diventando paranoica: la gente fa la fila alla cassa, e poi non dite che in Italia non si legge, qui ci vuole mezz'ora per pagare e non è neanche Natale... Però, adesso che ci penso, Halloween è passato, quindi ormai é Natale.

Mollo lì la pallottola santa, con un senso di vago ribrezzo... ma chi li inventa 'sti titoli?

Uscendo ho la risposta: probabilmente "Dibbler-Mi-voglio-rovinare". Infatti, è un giorno fortunato: ho trovato un Terry Pratchett che non avevo...

Però non posso fare a meno di pensare a tutti quei libri contro la religione cristiana o la sua espressione sociale e politica, e mi dico: buon segno. Se hanno bisogno di sferrare attacchi così numerosi e serrati, vuol dire che siamo ancora vivi e stiamo resistendo bene. Oppure che ce l'hanno coi mulini a vento?

Insomma, per essere morto, e da un pezzo, Dio fa scrivere (e vendere) ancora molto bene....

Fuori è già buio. Ho più di cento punti, e tra un mese e 13 giorni esce Harry Potter. Non c'è niente da dire: un giro alla Feltrinelli vale sempre la pena.

 

* Oppure, che non l'ha scritta nel libro, ma se l'è tenuta per sé.

Postato da: nihilalieno a 21:03 | link | commenti (22)

domenica, 18 novembre 2007
Lucciole

Posso dire che i clienti delle prostitute secondo me sono coscientemente complici di schiavisti? Posso dire che secondo me non hanno scuse?

Leggiamo sui giornali, sappiamo dalle associazioni che le aiutano, dei metodi con cui vengono rapite o persuase con false promesse a venire nel nostro paese, delle percosse, delle violenze cui sono oggetto per costringerle alla strada, delle minacce, rivolte magari alle loro famiglie,  con cui le costringono al silenzio. Sappiamo.

A volte è perfino un cliente che, commosso dalle loro lacrime, le accompagna da chi può aiutarle, forze dell'ordine in primis.

Tutte quelle che vediamo ai bordi delle strade hanno avuto un primo cliente che le ha viste piangere e non si è commosso. Che ha visto i lividi, la paura e l'umiliazione nei loro occhi e se n'è fregato.

Ci è capitato di accogliere una di queste ragazze che la polizia doveva nascondere. E' arrivata in un nostro piccolo convento vestita, o meglio s-vestita, come potete immaginare. La suora che l'ha accolta si è sforzata di trovarle qualche cosa di più dignitoso da mettersi fra gli abiti destinati ai poveri, e dopo averla rivestita le ha detto, per essere gentile, che era bella, che stava bene. Sì è messa a piangere, si è strappata di dosso il vestito, singhiozzando gridava "Io no bella, io no bella, se bella io p.....". Per calmarla ce n'è voluto, e comunque ha voluto un vestito più brutto.

Un'altra suora accoglie stabilmente queste ragazze nella sua comunità, le aiuta a ritrovare la dignità, il rispetto di sè, un lavoro, una casa.... Moltissimi aiutano questa realtà iniziata da pochi anni. La chiamano la "Madre Teresa di qui", perchè la sua casa è aperta a tutti quelli che hanno bisogno, senza distinzioni.  

Un giorno un amministratore locale arriva, con la macchina piena di doni: provviste, detersivi, giocattoli per i bambini (molte decidono di scappare quando restano incinta, per non dover uccidere il proprio figlio)... Una di loro lo guarda bene, e poi, lentamente, dice: "io te ti conosco... sei stato mio cliente".

Chi dei due merita di più il rispetto degli altri? 

Ecco, questo è quello che auguro a tutti i clienti delle prostitute: che un giorno, mentre sono lì a farsi belli della propria rispettabilità, si trovino davanti una di quelle che hanno usato senza alcun rispetto, che gli restituisca una volta tanto la pariglia.

In quanto a me, visto che da questa affermazione di Gesù è nato il discorso su di un altro blog, in cui però il discorso era decisamente OT, sono ben felice che mi precedano nel Regno dei Cieli e prontissima a cedere il passo a una qualsiasi di loro. Hanno sofferto più di me, più di me, come vittime, assomigliano all'Agnello. Non saranno immacolate, ma sono mie sorelle. I loro clienti, invece, preferirei non conoscerli, e mi dispiace di dover condividere il medesimo universo: lo rendono un tantino più puzzolente.

Postato da: nihilalieno a 16:57 | link | commenti (8)

mercoledì, 14 novembre 2007
Pullman

Non nel senso di autobus, ma nel senso di Philip, l'autore della trilogia "La bussola d'oro, la lama sottile, il canocchiale d'ambra".

Contiene spoiler, perciò se volete leggere e godervi i romanzi, chiudete immediatamente il vostro browser e tornate fra qualche giorno.

Ora, lasciamo perdere la visione dell'autore, che sembra Odifreddi e l'UAAR in versione fantasy. Lasciamo perdere che si finisce la trilogia con parecchie domande senza risposta e affermazioni senza seguito. Lasciamo perdere che avviene la grande battaglia campale tra una specie di dio  (cattivo) e una specie di avversario di dio (umanità da manager rampante, ma ci pare di capire che sia l'araldo del bene, anche se si compiange la protagonista d'essere sua figlia), in cui dio viene ucciso e nessuno se ne accorge

No, il problema non è mai cosa vogliono distruggere, ma cosa portano al suo posto.

Allora, alla fine della fiera ci sono due ragazzini che si amano alla follia, i due protagonisti; ma vengono da mondi differenti e non possono stare, pena malattia e morte precoce, in un mondo che non sia il proprio, non possono lasciare aperti i passaggi aperti tra i mondi perchè si disperde e svanisce la Polvere, prezioso principio della vita cosciente; non possono aprire ogni volta un passaggio per incontrarsi perchè si genera ('un si sa perchè) uno Spettro che divora le anime delle persone. Potrebbero lasciare una piccola finestra aperta ma decidono che è più giusto lasciare aperta quella che porta fuori dal mondo dei morti, e quindi si devono lasciare.

E si lasciano. Soffrendo come disperati, rinunciano al loro amore per senso del dovere verso l'universo. A 13, 15 anni per quanto sia dato di capire.

Ora, i miei alunni a 18 anni non rinuncerebbero ad una avventura da sabato sera neanche per salvarsi la vita (dall'AIDS), e questi rinunciano al grande amore della loro vita in nome del kantiano dovere per il dovere? All'età in cui scoprono di essere maschi e femmine e di avere gli ormoni?

Va bene. Ok. E' un fantasy.

 

Postato da: nihilalieno a 20:45 | link | commenti (11)

martedì, 13 novembre 2007
Lavoro

Oggi riflettevo che secondo me la soddisfazione del lavoro che si fa ha pochissimo a che vedere con lo stipendio. Vale a dire che è ovvio che se faccio un lavoro che merita uno stipendio alto, vorrò lo stipendio alto (io no, chè lavoro gratis, ma in generale...), però se faccio un lavoro che non mi piace, non sarà lo stipendio che prendo a farmelo piacere. Magari lo accetterò anche se non mi piace, perchè lo stipendio è buono, ma mi lamenterò sempre, ad ogni difficoltà, che, dopo tutto, per quello che mi pagano non vale la pena, e cercherò di lavorare meno possibile.

Invece se il lavoro mi piace, mi occupo dello stipendio solo se veramente sorgono problemi in merito al livello di vita che mi sembra normale, se non riesco ad andare in vacanza dove vorrei o a cambiare la macchina, o a equipaggiare  i miei sette figli per la scuola... per il resto, lavoro bene perchè non riesco neanche ad immaginare di lavorare male, di risparmiarmi.

A me, vedere la gente che lavora senza amare il suo lavoro mi fa venire il palletico. E' un di meno della propria umanità, lavorare solo per lo stipendio, che una persona non dovrebbe accettare. E se fai un lavoro che non ti piace, perchè non puoi fare altro, allora devi imparare a fartelo piacere, e cercare comunque di farlo bene, e di trovare soddisfazione nella consapevolezza di averlo fatto bene.

Il bello, però, è che la gente che lavora per il gusto di lavorare bene, quando vede quegli altri, che lavorano male, quasi quasi teme di essere sciocca, di essere perdente... ma se uno è felice di fare il suo lavoro, e quell'altro è amareggiato e scontento, chi dei due è il più invidiabile?

Postato da: nihilalieno a 20:10 | link | commenti (7)

domenica, 11 novembre 2007
L'accento del peccato

Che albero c’era nel mezzo del giardino dell’Eden e che frutti produceva? Se il fico produce fichi, e l’albero di arance produce arance, "l‘albero della conoscenza del bene e del male" dovrebbe produrre, secondo logica, la conoscenza del bene e del male. Perché mai debbano essere diventate mele, io non lo so. Forse, immagino io, perché per un pittore dipingere "la conoscenza del bene e del male" non era precisamente una cosa semplice. Più facile dipingere pomi. Questa può essere una spiegazione e, da parte di un artista, uno stratagemma perfettamente giustificato. Neppure io saprei come rappresentare "la conoscenza del bene e del male", che tra l’altro secondo l’esegesi corrente, forse è addirittura un ebraismo per dire "tutto" (l’ebraico usa coppie di termini antitetici, a volte, per indicare anche tutto ciò che sta nel mezzo: "quando cammini e quando riposi, quando siedi e quando ti alzi", per dire "sempre"). Comunque, la "conoscenza di tutto" non è più facile da dipingere della "conoscenza del bene e del male", benché sia più breve da dire, sicché l’esegesi non è di molto aiuto al nostro povero pittore. E tuttavia questa faccenda delle mele, o dei pomi, a me non torna del tutto. Ho infatti una mia teoria ben precisa, e cioè che se l’albero al centro del giardino deve essere raffigurato come un albero da frutta, sarebbe più verosimilmente un pero che un melo. E me ne sono convinta ascoltando tanti discorsi che si sentono fare.
Quali conseguenze ha infatti prodotto l’ingestione del fatale frutto? La conoscenza del bene e del male, o di tutto che dir si voglia, ci ha rivelato soltanto che siamo nudi. Anzi, ci ha rivelato soltanto che essere nudi non era più una cosa buona, perché lo sguardo dell’altro non era più uno sguardo puro, era uno sguardo che bramava il possesso. Non era più uno sguardo che vedeva la verità della persona, ma uno sguardo torto, che strumentalizzava la persona per il proprio vantaggio.
II peccato originale è qualcosa che pesa sulla nostra natura e la conduce verso il basso, verso il meno. Come un accento.
Per questo dicevo che l’albero doveva essere un pero. Un "pero" con l’accento del peccato diventa un "però". Avete presente tanti discorsi che si fanno?
- II Vangelo dice che si deve fare cosi, però... è difficile, a me non riesce ecc.
- La Chiesa insegna cosi e fa bene, però ... siamo umani, bisogna guardare le situazioni, ecc.
- È una brava persona, eh, però... ha questo difetto, e anche questo ecc.
- lo gli voglio bene, per carità, però... è cattivo, stupido, disonesto e puzza.
- Si vede che si sforza, però... non ci riesce, i risultati fanno pena.
- Mi piace, però... è praticamente in sopportabile.
II fatto è che uno vorrebbe dire il bene dell’altro, sostenere le ragioni della verità, ci si sforza, si parte bene, e poi, poi arriva quel maledetto però, e rovina ogni cosa. E dopo, più il però avanza, più ci si allontana da quella buona intenzione, e quel positivo che avevamo premesso diventa sempre più sbiadito, lontano, vuoto, astratto, formale... alla fine ciò che rimane è la valanga di negatività che il peso di quella sillaba accentata ha rovesciato nel malaugurato discorso, fino a seppellire del tutto la scintilla di positivo che si era messa in evidenza all’inizio. Ed è del tutto inutile che noi ci si nasconda dietro la foglia di fico della piccola cosa buona da cui eravamo partiti: nella testa e nello stomaco di chi ascolta non rimane quel fragile positivo evidenziato all’inizio, ma l’amaro seguito. È una legge inesorabile che i pesi vadano giù, e quell’accento trascina tutto il discorso verso il compromesso, o verso il pettegolezzo e la mormorazione. Triste eredità di quello sventurato albero! Ecco qui la libertà, la verità, la giustizia, l’amore, il bene, PERO’...
Contro questo "però" sembrerebbe impossibile lottare. Non è forse vero che la tal persona è senz’altro brava, però... che la verità è senz’altro questa, però... che sarebbe davvero bene fare cosi, però...
Come si fa?
È difficile risalire la corrente che sgorga dal malefico accento. Tutto il nostro bene, tutto ciò che pur riconosciamo vero e giusto sembra condannato a restare sepolto dai nostri "ma, se, però...". Ecco perché dicevo che l’albero era sicuramente un pero con l’accento. È una questione di gravità, proprio. Dopo il però, l’ombra si addensa, come una nebbia, e il buon inizio svanisce, anzi, sembra che diventi quasi un pretesto per poter dire tutto il male che segue il fatidico però.
lo, però, scrivo questo articolo non solo per evidenziare come la nostra ricca tradizione pittorica abbia perso una occasione per segnalare questo pericolo drammatico che si annida in ogni nostra conversazione, ma anche per comunicare una soluzione, da me escogitata, semplicissima ma rivoluzionaria.
Se dunque il problema è reale, drammatico e incombente, la soluzione, però, è semplice. Bisogna rovesciare le frasi, cosi che l’accento sia rovesciato. Vi faccio vedere:
- è difficile, a me non riesce ecc. però... il vangelo dice che si deve fare cosi;
- siamo umani, bisogna guardare le situazioni, ecc. però... la Chiesa insegna cosi e fa bene;
- ha questo difetto, e anche questo ecc. però... é una brava persona;
- é cattivo, stupido, disonesto e puzza, però... io gli voglio bene, per carità;
 - non ci riesce, non ci arriva, ecc. però ...si vede che si sforza;
- é praticamente insopportabile però...mi piace.
Ecco, in quattro e quattr’otto abbiamo riportato la natura alla sua originaria soave leggerezza, abbiamo costretto il malefico accento a pendere finalmente dalla parte giusta! Non é assolutamente semplice e geniale? Non é forse vero che se Dio é il creatore, e Suo Figlio morendo in croce ha davvero redento il mondo, il positivo nella vita, e nella realtà, pesa sicuramente più del negativo? Basta poco per contrastare la spinta di quell’accento maligno, e rimettere al centro, là dove devono stare nei nostri discorsi e nei nostri giudizi, la verità e il bene, la giustizia e l’amore. Non vi pare?
 
 

Postato da: nihilalieno a 16:35 | link | commenti (15)

giovedì, 08 novembre 2007
Larderello

Allora, siamo andati in gita a Larderello... Questa è la strada:

DSCF5044

Hanno vomitato solo in tre, è andata bene!

Ecco il soffione stanco:

DSCF5060

C'era anche il soffione vivace, ma nella foto ci sono anche i miei alunni, che vi potrebbero impressionare...

Ecco il fango bollente (manca il bradipo, era al bar):

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Ecco lo stagno che bolle:

DSCF5068

Ed infine si torna a casa 

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Stanchi, ma con gli occhi pieni del ricordo di cose belle ed interessanti (sui cervelli non mi esprimo).

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Alla prossima...

Postato da: nihilalieno a 16:18 | link | commenti (8)

mercoledì, 07 novembre 2007
Buongiorno

Oggi ho iniziato la giornata trovando sotto la porta del mio ufficio un fax dell'Ufficio Scolastico che mi informava del fatto che ho commesso un madornale e gravissimo errore nel mio lavoro. Ho trascorso il resto della mattinata a cercare di elaborare la strategia per affrontarne le (sgradevoli) conseguenze.

Verso mezzogiorno ho ricevuto una telefonata che mi informava che la prossima settimana riceverò una visita da parte dei revisori dei conti della comunità europea per un progetto Socrates - Comenius svolto nella nostra scuola cinque anni fa, ed ho trascorso ore angosciose nel tentativo di ricostruire dove potessero essere finiti gli scontrini... dopo cinque anni e tre diverse presidi.

Verso sera, trovati alcuni minuti da dedicare alla Rete, scopro che nel Forum di un noto sito cattolico, che ho sempre molto stimato, si è svolta una discussione, ormai chiusa, il risultato della quale è che i partecipanti concordano quasi all'unanimità sul fatto che la mia ortodossia cattolica è gravemente dubbia, e che io disonoro l'abito che porto.

A questo punto, scusatemi, buona notte.  

Postato da: nihilalieno a 20:37 | link | commenti (65)




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