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venerdì, 29 giugno 2007
Corpo del testo - San Paolo e gli omosessuali

Sento molto malcontento in giro a causa della condanna che la Chiesa esprime riguardo alla omosessualità. D’altra parte, la Sacra Scrittura è molto esplicita, e la Chiesa non ha l’autorità di contraddire i propri testi sacri.
 
E San Paolo è molto esplicito “Non illudetevi… né effeminati, né sodomiti…erediteranno il Regno dei Cieli” (I Cor 6,10)
 
Indubbiamente la Parola di Dio va presa molto sul serio. Tutta.
 
Ed allora metterei in conto che nel medesimo elenco figurano anche i ladri. Posso aggiungere che non pagare le tasse è un furto? Ci terrei a precisare poi che secondo san Tommaso, il povero che ruba per sopravvivere non commette peccato, ma lo commette chi ha il superfluo e chiude il cuore al fratello nella necessità. Infatti nell’elenco paolino ci sono anche gli avari.
 
Ah, e poi  nel medesimo elenco, per restare in materia di sessualità, sono compresi anche gli adulteri. Mette conto ricordare che secondo Gesù chi guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore?...  Ricordiamolo. 
 
Poi ci sono i maldicenti. E qui siamo alla frutta, come dicono in quel di Firenze. Perché volete mettere uno che è onesto, paga le tasse, non fa le corna a sua moglie, fa pure l’elemosina ai poveri, e non si toglie la soddisfazione di parlar male di tutti quelli che non fanno altrettanto?
 
Mi pare perfetta par condicio: all’inferno ci vanno gli omosessuali, e quelli che danno degli omosessuali (usando di solito termini vegetali o comunque offensivi che per rispetto non intendo riprodurre) agli altri.
 
Gli omosessuali, tra quelli consapevoli e quelli inconsapevoli, sono, secondo Grillini, la totalità della popolazione. Secondo altre stime sono il 10%. Quanti sono quelli che non pagano le tasse, viaggiano senza pagare il biglietto in autobus e non mettono le cinture di sicurezza in auto? Gli adulteri, a giudicare da internet, devono essere circa il 90% della popolazione. Poi ci sono i maldicenti. Ed avevo scordato gli ubriaconi. Poi c’erano ancora gli immorali generici, gli idolatri, ed i rapaci (non quelli pennuti, suppongo. Altrimenti lo senti, il WWF!).
 
Ne dedurrei che, a ben guardare, all’inferno siamo destinati più o meno tutti. Dunque perché preoccuparsi tanto solo della condanna degli omosessuali? O meglio, perchè mai dovrebbero essere solo gli omosessuali a preoccuparsi?

Postato da: nihilalieno a 19:36 | link | commenti (24)
lezioni di religione

giovedì, 28 giugno 2007
preludio: barzelletta

San Pietro stava passeggiando tranquillo per il Paradiso, quando suona il cicalino "San Pietro è atteso  con urgenza ai cancelli - San Pietro con urgenza ai cancelli". Arriva di corsa ai cancelli e vede un pullman pieno di anziane signore scalmanate ed un paio di angeli in seria difficoltà ad impedire loro di scendere e varcare senza tanti complimenti i cancelli celesti.  

"Ma che succede qui?"

"Vede vostra santità" spiega  un angelo asciugandosi il sudore dalla fronte mentre le signore, visto san Pietro, si sono persuase ad attendere ancora qualche minuto, "queste signore stavano recandosi in pellegrinaggio a Lourdes con la loro parrocchia, ed il pullman si è rovesciato in un burrone, nessun sopravvissuto... Ed ora le signore protestano dicendo che, trattandosi di un pullman diretto a Lourdes, di un pellegrinaggio parrocchiale, eccetera, non ci sarebbe bisogno, ecco, di tante formalità... vorrebbero essere ammesse in paradiso immediatamente".

San Pietro sale calmo calmo sul pullman e preso il microfono esordisce "Mie care signore, un minimo di esame occorre comunque, ma ci vorranno pochi minuti... Dunque, alzino la mano tutte quelle che in gioventù hanno fatto le corna ai loro mariti... e vediamo di non peggiorare la situazione con qualche bugia, eh?".

Una dopo l'altra, timidamente, alzano la mano tutte, tranne due anziane signore in fondo al pullman.

"Ecco, come immaginavo, mi pare che la situazione sia chiarissima. Tutte in purgatorio, senza tante storie! Comprese le due sorde in fondo al pullman!"

Postato da: nihilalieno a 19:37 | link | commenti (9)
citazioni, barzellette, lezioni di religione

lunedì, 25 giugno 2007
Magnifica eredità

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi
La mia eredità è magnifica…
 
…canta un ignoto autore dei salmi.
 
Il popolo è stato salvato dalla schiavitù da un Dio che ha compiuto grandi cose. Ha attraversato il deserto ed ha occupato/conquistato la Terra Promessa, non con le sue forze, ma perché Dio ha scacciato davanti a lui popoli più numerosi e forti. Ognuno ha ricevuta una parte di terra attraverso il sorteggio.
Ed ecco il contadino che contempla la sua terra, la sua vigna, i suoi campi e la sua casa, con il cuore pieno di stupita riconoscenza. Non ha fatto nulla per meritarli, e però sono diventati suoi, e se ne compiace, tutto contento.
 
Parola di Dio.
 
Io non c’ero. E se mi davano una vigna non sapevo neanche da che parte cominciare. Eppure anche io ho avuto in sorte una situazione. Capacità, limiti, circostanze…
Sono deliziosi i miei luoghi? Magnifica la mia eredità?
Una scuola superiore in crisi economica (come quasi tutte), una comunità in crisi vocazionale (come quasi tutte)…
Eppure mi vien detto di dire anche io “Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi/La mia eredità è magnifica”.
 
Se fosse ovvio, Dio non aveva a scomodarsi per dirmelo, no? Quindi questa è la rivelazione: che la sorte è caduta per me su luoghi deliziosi, anche se non si direbbe, e che la mia eredità è magnifica, anche se di primo acchito mi parrebbe più giusto definirla rognosa.
 
Vuol dire questo che rinuncio al mio giudizio e mi sforzo di credere vero qualcosa anche se va contro l’evidenza? Mi stampo un sorrisetto in faccia a e giuro a tutti di essere felicissima?
 
No, vuol dire che faccio reagire la mia malmostosità umana con il giudizio che viene dall’Alto.
Se nella mia situazione ci sono elementi positivi, a guardarla meglio, con quel giudizio nello sguardo (‘indove sei magnifica, te?) salteranno fuori, ed io ci avrò guadagnato. Se no, andrò da chi è più di me a dire “perché la sorte non è caduta per me su luoghi deliziosi? Che fine ha fatto la magnifica eredità di mia spettanza?”.
Male che vada, sarò nella stessa situazione di prima, e non ci avrò rimesso nulla.

Postato da: nihilalieno a 10:18 | link | commenti (13)
lezioni di religione

venerdì, 22 giugno 2007
Realtà III (non the end, perchè la realtà non finisce)

La mente che percepisce influisce sul percepito, dicevo nei commenti a qualche post fa. Influisce sul percepito, non sulla realtà percepita. Il mondo non è come io lo penso, e io purtroppo non penso il mondo come è.  
La realtà è oggettiva. I cani mordono indipendentemente dalla nostra consapevolezza di vivere in armonia con i ritmi del cosmo. Il pensiero positivo non fa passare il cancro.
C’è un ragazzo ed un cane. Io vedo il cane, perché mi interessano i cani. La mia amica nota il ragazzo, benché sia fidanzata. Le nostre attese, i nostri desideri influiscono sul nostro modo di percepire la realtà, e ce ne fanno cogliere solo una parte. La mia mente sta fra me ed il mondo.
Allora la realtà è inconoscibile? La verità è relativa, per me è vero quello che vedo io e per te quello che vedi te?
No. La realtà è conoscibile, a patto di usare la ragione correttamente. E la verità esiste, anche se nessuno la possiede interamente.
Era il cane a non esistere, o il ragazzo?
Io ho visto quello che mi interessava, ma ho saputo che esisteva qualcosa che non avevo visto; la mia amica ha visto qualcosa di interessante, ed ha saputo da me che c’era qualcosa di cui non gliene poteva importare di meno. Il bel ragazzo con il brutto cane sono l’eterna verità.
Il pregiudizio è inevitabile. L’anticlericale sentirà del discorso del Papa solo la frase che dà adito a critiche e ricorderà del Family day solo Berlusconi; ed il credente ugualmente faticherà a percepire questi aspetti e coglierà soprattutto tutto il resto.
Per questo occorre confrontarsi. Ascoltare. Aprire il cuore, allargare l’intelligenza. Prendere sul serio l’altro. Sforzarsi di vedere ciò che l’abitudine rende invisibile. Rompere gli schemi. Salire sui banchi (Capitano, mio Capitano!). Mettersi in gioco. Tenere un blog.
Il primo è Dio. A squarciare la nostra sordità, a rompere gli schemi, a urgere la nostra intelligenza, a scavare il nostro cuore…
Per questo la Madonna è vergine.  
PS. Dio non tiene un blog. Però ha scritto la Bibbia.

Postato da: nihilalieno a 14:18 | link | commenti (15)
filosofeggiando

giovedì, 21 giugno 2007
Realtà II

Conversazione fra me e la mia migliore amica, ai tempi dell’università.

Situazione: Tram n° 18 fermo al semaforo accanto ai Giardini Reali. Noi in piedi in fondo, a guardare fuori.

Gomitata dell’amica.         - L’hai visto?

Scarso entusiasmo mio    – Eh? Oh, sì.

-         Bello, vero?

-         Io non direi…

-         Come no??!

-         Ha le gambe storte...

-         Storte??!

-         Ed è decisamente sovrappeso.

-         Se è essere sovrappeso quello, lo voglio anch’io uno sovrappeso…

-         Vabbè, sarà anche carino…

-         Macchè carino, è bellissimo!

Intanto il tram si rimette in moto…

 
-         Boh, sarà che a me i Labrador non piacciono poi molto, come razza…
-         Lab…?      IDIOTA, IO DICEVO IL PADRONE!
-         Ah, sì? Il padrone? Non l’ho notato… Sul cane però mi devi dare ragione…
-         Machissenefregadelcane! Sei un caso disperato! C’è un ragazzo bellissimo e lei sta a guardare il cane!
 

Due persone guardano la stessa realtà, ma non vedono la stessa realtà.

PS: Forse si capisce perchè sono diventata suora. D'altronde però non è del tutto chiaro perchè non allevo e/o addestro cani...

Postato da: nihilalieno a 13:02 | link | commenti (19)
filosofeggiando, personalia

martedì, 19 giugno 2007
Realtà I

Molto tempo fa un amico di mia mamma ci chiese di ospitare il suo cane, un pastore tedesco. Fino a quel momento lo aveva tenuto nel cortile della sua pizzeria; venduta la pizzeria l'aveva portato in casa, ma ora non poteva più tenercelo perchè il cane era feroce, meglio dire squilibrato, e aveva azzannato sua moglie. I numerosi braccialetti di metallo che portava le avevano risparmiato i danni peggiori, ma lei non voleva più quella bestia in casa.

Fu sistemato in cortile, legato ad un albero (ovviamente in modo che non potesse attorcigliarsi). Appena poteva, lui veniva a liberarlo per farlo correre un po'. Era stato addestrato ed ubbidiva ciecamente al padrone, cosicchè con lui presente non c'era (troppo) pericolo. Correva in giro, annusava e ignorava completamente la nostra presenza finchè eravamo accanto al padrone... in ogni caso se ci guardava storto lui dava il platz. Mia madre comunque si chiudeva in casa, a scanso di equivoci... Insomma, la sua ora d'aria era il coprifuoco per tutti gli altri. Noi avevamo altri cani, ma erano giovani e si tenevano alla larga.

Gli davamo da mangiare noi porgendogli la ciotola su una pala. Dopo mesi di questa trafila ancora azzannava la pala e la ciotola e solo quando ci eravamo allontanate mangiava il cibo sparpagliato in giro.  

Insomma, una presenza poco raccomandabile. Andò a finire che, cresciuto il nostro cucciolone e diventato un maschio adulto, durante l'ora di libertà ci scappò la rissa furibonda, e siccome il richiamo della foresta era più pressante degli ordini del padrone fu un impresa separare i contendenti (ci riuscì solo perchè lottando caddero entrambi nel fiume gelato). Fermare 45 chili di furia omicida e pelosa moltiplicato per due non è un modo simpatico di trascorrere il week end. Per poco non ci scappava il morto fra i quadrupedi e quindi fu ovvio che il pericoloso inquilino doveva trovare un'ulteriore sistemazione... e così fu.

Nel periodo in cui era nostro ospite, venne a trovarci un amica della mamma. La quale si indignò del barbaro trattamento inflitto alla povera bestia, e volle a tutti i costi andare a fargli le coccole. Mia madre fece presente che il cane mordeva, e che dopo mesi che riceveva da noi il cibo quotidianamente, lasciava ancora i segni dei denti sulla pala... ma questa obiettò che lei era in armonia con la Natura e gli animali queste cose le sentono, e quindi lei non correva alcun rischio. Il cane era feroce con noi che non capiamo nulla dell'armonia della Natura... ma chi come lei coltiva un animo sensibile eccetera eccetera.

Fortunatamente la provvida Natura deve aver situato nel nostro cervello un relais che indipendentemente dalle convinzioni personali scatta  onde allontanare rapidamente la carne viva dalle zanne schioccanti. La signorina ci rimise solo la manica della camicia. Rimase molto scossa.

 

Lei era in armonia con la natura, senz'altro. Solo che il cane, evidentemente, non era stato avvertito.

Da quella volta quando incontro gente che mi dice di vivere in armonia con la Natura, mi viene sempre da chiedergli: ma la Natura, lo sa?

 

Postato da: nihilalieno a 21:29 | link | commenti (12)
filosofeggiando, personalia

lunedì, 18 giugno 2007
TP - età

"Era di età indefinibile. Ma per quanto riguarda cinismo e generale mancanza di entusiasmo, che sono una sorta di datazione radiocarbonica della personalità, aveva circa settemila anni.".

"A me le Guardie!", TP, Salani, 2002, pag. 59

 

 

 

A volte ho l'impressione che i miei alunni siano più vecchi di me...

Postato da: nihilalieno a 16:57 | link | commenti (2)
citazioni, libri, filosofeggiando

sabato, 16 giugno 2007
TP II: indovina l'occupazione

"La loro occupazione, in realtà, era quella di vendere oggetti invisibili che, anche dopo la vendita, continuavano a rimanere di loro proprietà. Vendevano ciò di cui, pur avendone bisogno, la gente spesso non voleva. Ed erano riusciti a vendere la chiave dell'universo a chi nemmeno sospettava che l'universo fosse chiuso a mandate."

TP, L'intrepida Tiffany ed i piccoli uomini liberi, Mondadori, 2004, pag20.

Qual'è la magica occupazione di cui si parla?

Postato da: nihilalieno a 16:35 | link | commenti (24)
citazioni, libri, personalia, scuolitudine

venerdì, 15 giugno 2007
TP

"Ora devo andare. Spero che ci incontreremo di nuovo. Tuttavia ti darò qualche consiglio gratis"

"MI costerà qualcosa?"

"Ti ho appena detto che è gratis!"

"Sì, però mio padre dice sempre che i consigli gratis si rivelano spesso assai costosi" disse Tiffany.

Miss Tick tirò su col naso. - "Diciamo che questo consiglio non ha prezzo. Mi stai ascoltando?"

"Sì"

"Bene. Allora... se hai fiducia in te stessa..."

"Si?"

"... e credi nei tuoi sogni..."

"Si?"

"... e segui la tua stella..."

"Si?"

"... verrai sempre e comunque battuta da chi ha passato il proprio tempo a lavorare sodo e a studiare, accantonando la pigrizia. Arrivederci".  

Postato da: nihilalieno a 19:20 | link | commenti (6)
citazioni, libri, scuolitudine

mercoledì, 13 giugno 2007
Io e il Papa - Dogmi II

Qualche post fa si parlava di cattolici integralisti, credenti e cristiani non praticanti, atei dogmatici e così via... Tornata un po' in me e mangiati i grilli, riprendo il discorso.

Secondo me ci sono cattolici integralisti e atei integralisti. Ed in mezzo i credenti.

Facciamo l'esempio del Papa: l'ateo integralista ha un attacco di bile ogni volta che vede l'Angelus trasmesso dalla RAI e se sente il Papa dire che oggi è una bella giornata lo accusa di essere insensibile ai problemi di tutta quella povera gente che si è presa una insolazione spellandosi dolorosamente il naso perchè se ne sta rinchiuso nella sua reggia dorata e non sa nulla dei reali problemi della gente, perchè il Vaticano, le ricchezze, i preti pedofili, l'otto per mille....

Il cattolico integralista legge su Famiglia Cristiana che il Papa ha condannato Harry Potter, lo strappa dalle mani del figlio, fa causa alla prof. di italiano che l'ha inserito nelle letture estive accusandola di essere di sinistra anche se è assessore comunale alla cultura eletta nelle liste di AN ed organizza un rogo pubblico di fronte alla libreria, chiedendo alla casa editrice di ritirarne dal commercio tutte le copie.

Il normale credente ascolta con serietà l'Angelus del Papa e legge i suoi discorsi per capire le urgenze del tempo, dubita che il capo della Chiesa universale abbia il tempo di leggere romanzi per ragazzi e sa che peso specifico dare volta volta alle sue parole. Segue il proprio Pastore, ma sa giudicare da sè l'utilità o bontà di un romanzo.

Prende dalla propria fede i criteri di giudizio, non i giudizi già fatti. Perchè l'integralista, pro o contro, non condivide una vita e perciò si aggrappa agli slogan, mentre il credente appartiene ad un corpo.

Il rapporto con il proprio corpo è complesso: a volte giustamente si segue l'istinto, a volte lo si deve contraddire. Non c'è un unico criterio: è altrettanto sbagliato mangiare solo ciò che piace o evitare tutte le cose buone. Così nella vita di un corpo certe cose sono evidenti, certi rapporti di importanza sono sottintesi: io non mi sono sentita disobbediente quando ho continuato a leggere e fare leggere Harry Potter malgrado il giudizio del Papa, benchè sia di solito persuasa che bisogna preferire la parola dell'autorità al proprio giudizio. Sarei in difficoltà a rendere conto del perchè: quando si è dentro ad una vita, ad un corpo, è chiaro cosa è essenziale per il benessere del corpo e ciò che non lo è.

Uniti sull'essenziale, liberi su tutto il resto, questi sono i "cattolici".  

Postato da: nihilalieno a 11:35 | link | commenti (22)
lezioni di religione




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